Cosa c’è dopo ?

È il cruccio più grande dell’umanità.
Quello di non sapere mai in anticipo cosa accadrà domani.
Anzi per essere precisi, neanche quello che avverrà tra qualche minuto.
Siamo barche in un oceano burrascoso, senza punti di riferimento e senza motore.
Quindi i piani, i progetti e tutti i teatrini messi su, dagli artefici del Great Reset, per quanto perfetti e ben studiati a tavolino, giacciono pericolosamente sotto lo scacco della Signora Nera con la Falce, e sotto il grande libro del destino, che ancora non sono riusciti a scrivere loro.
Per la riuscita, contano soltanto sulla legge dei grandi numeri.
Essendo molti i partecipanti e altrettanti i collaborazionisti, è improbabile che falliscano tutti.
O tutti insieme contemporaneamente.
Ma ignorano o sottovalutano colpevolmente il fattore “sorpresa”.
Quello per cui John Lennon, Malcom X, o Ghandi si presero una rivolverata in pieno petto, o i tre Presidenti Africani morirono inspiegabilmente durante la pandemia pur non essendo malati – Pierre Nkurunziza (Burundi) morto il 10 giugno 2020, John Magufuli (Tanzania) morto il 18 marzo 2021 e Didier Ratsiraka (Madagascar) morto il 28 marzo 2021.
Dopo pandemia e guerra, credo che manchi soltanto un nuovo diluvio universale o la “rivelazione degli Alieni sulla Terra”, magari quel famoso Anticristo che dovrebbe guidare il trapasso dell’umanità verso un mondo migliore.
Certo, che culo chiuso che abbiamo avuto noi di questi tempi !
Potevamo continuare la vita di sempre, tra gite, mangiate al ristorante e allegre compagnie, e invece abbiamo l’onore di appartenere alla generazione che assisterà al Grande Reset, alla “rivelazione” (o apocalisse) di San Giovanni Evangelista.
Proprio un bellissimo culo serrato, tappato, dopo secoli e secoli di vita “normale”.
Ma la nostra fortuna é che quel fattore sorpresa non calcolato dalle elite, SIAMO NOI, quelli che non hanno delegato il pensiero a influenze esterne, e che non hanno preso la via più facile, scegliendo l’obbedienza al posto del coraggio.
Ed ecco come Schwab e i suoi amici, che sociopaticamente non sorridono mai, falliranno nel loro Grande Reset e noi riusciremo a rimanere individui liberi e sovrani, lasciandoci guidare dal nostro pensiero critico e da ciò che il nostro cuore e la nostra anima sanno essere giusto, e scegliendo sempre il coraggio, anziché l’obbedienza.
Obbedienza o coraggio?
Delegare i nostri pensieri o usare la nostra testa?
Siamo nel processo del Grande Reset o del Grande Risveglio, e la scelta non è delle elite, la scelta è la nostra !

Atchison Topeka

A Natale 2019, a firma di questo soprannome, che in realtà fa il verso ad una linea ferroviaria americana, fu pubblicato un meme molto lungimirante.
“Si deve scegliere ad un certo punto. Se continuare a salvare le cose, o iniziare a salvare se stessi”.
I commenti dei lettori di quella frase, che ormai ha quasi due anni, letti oggi, sembrano superficiali, non ponderati, perché allora si avvertiva come si trattasse di un problema lontanissimo e non sentito assolutamente.
In realtà credo che nel prossimo trimestre sarà una scelta indifferibile :  se cioè, sacrificare lavoro, posizione sociale, risparmi e proprietà privata, per avere la propria vita ancora libera, sana (per quanto possibile) ed autodeterminata.
Perché continuare il tram tram di prima, con le stesse necessità e bisogni, equivale a bucarsi, ad essere vittima di esperimenti medici, senza se e senza ma.
Bisogna sottoporsi al rito iniziatico delle Big Pharma e cominciare il percorso di Santiago di buster e controbuster.
Due dosi, poi tre, quattro, cinque fino a quando sarà compiuto il transumanesimo.
La completa trasformazione da esseri umani pensanti e liberi, ad immagine e somiglianza di Dio, verso esseri bionici, non più pensanti in modo autonomo, schiavi di una “ricarica” farmaceutica a tempo, per continuare una sopravvivenza sterile e miserrima.
Il termine “transumanesimo” fu delineato in modo sistematico nel 1957 da Julien Huxley, il fratello del più famoso Aldous, autore de “Il Mondo Nuovo”, il primo romanzo distipico del secolo scorso e maestro di George Orwell.
Ma la definizione più calzante, nonostante ne siano state formulate a decine negli anni più recenti, resta quella del professore di Oxford, Robin Hanson : «Il Transumanesimo è l’idea secondo cui le nuove tecnologie probabilmente cambieranno il mondo nel prossimo secolo o due, a tal punto che i nostri discendenti non saranno per molti aspetti ‘umani’».
Tutto testimonia che si sta andando verso quella direzione con passo spedito, e i prossimi mesi saranno determinanti come detto, per stabilire se potremmo ancora farci scrupoli, aver paura, amare, odiare, piangere, ridere oppure correre da un obbligo a un altro, con un semplice sbattare di tacchi.
Inizia il countdown  …