In castigo senza cellulare!

Lo temevo da tempo.
Una terribile premonizione anticipata per altro da un mio amico Bangladesh, ingegnere informatico, che ripara i cellulari :“Guarda che hai il telefonino in scadenza! Abbiamo il laboratorio pieno di cellulari come il tuo, a cui è scaduto il chip! Fatti un backup!!! “.
Non parliamo di obsolescenza, quella che colpisce ogni tecnologia quando esce quella successiva e superiore.
Qui si tratta di macchine scientemente programmate per “morire” di colpo ad una scadenza prefissata dal costruttore.
Il mio cellulare andava benissimo, efficenza pura, nonostante un lustro abbondante di vita.
E … puf … spento forever, morto, defunto, con tutte le mie app dentro, la mia rubrica, la mia agenda giornaliera e tutti gli appunti che credevo vitali. Perché poi, come si sopravvive alla morte delle persone care, anche questa, che credevo la peggiore delle sventure, sta diventando una cretinata di nessun valore, col passare delle ore. E tutto ciò naturalmente, senza alcun salvifico backup, senza nessun paracadute.
Perché fateci caso, la nostra memoria, in ogni forma, quindi anche quella all’interno di schede e apparecchi digitali, oltre che quella interna cerebrale, stanno facendo in modo di cancellarla, resettarla ed anche questo facendocelo passare come nuova normalità.
Ci devono portare ad un ricordo labile, ad un passato opaco, ad una identità incerta.
Quindi il cellulare che si sbianchetta tutto o si suicida da solo, è soltanto un altro modo di negarci la storia, di impedirci il confronto con ieri.
Un nuovo sistema con cui ci priveranno di immagini, scritti, sensazioni e appunti che ritenevamo importanti.
Prima su carta restavano, oggi invece trasferiti in byte, compaiono e spariscono quando vogliono gli altri.
E così da lunedì pomeriggio sono “Out” o come si dice oggi, non sono più in linea, in un castigo mediatico, accontentandomi di “galleggiare”, con un Wiko, un trabiccolo francese dotato di Android preistorico e memoria zero.
Fino a quando ?
Lo sa soltanto il magazziniere di Unieuro al quale ho affidato la mia resurrezione digitale.

Il veggente Calcante.

Calcante, nella mitologia greca, era un grande veggente, originario di Argo.
Aveva ricevuto da Apollo il dono della profezia : “Come oracolo Calcante non teme alcun rivale !” (Omero, Iliade, libro II).
E infatti fu il vaticinio di tutte le alterne vicende della guerra di Troia, fu il consigliere dei Greci e pure dei Troiani, venne sconfitto in una gara di divinazione da Mopso, altro illustre oracolo, e morì soltanto per il troppo ridere quando, una volta giunto il giorno per il quale aveva previsto la propria morte, la sua profezia sembrava non realizzarsi mai.
Io specie nell’ultimo triennio, mi sono molto spesso atteggiato ad aruspice, proprio come Calcante, “toppando” però molte previsioni all’inizio, che poi però si sono “aggiustate”, fortunosamente, dandomi alla fin fine ragione.
Lo è stato per la mia vicenda personale, ma anche per la “panscemia” e la vita professionale di mia moglie.
Oggi vorrei predire cosa ci aspetta nei prossimi mesi, ma credetemi è veramente molto difficile !!!
La mia palla di vetro, per quanto la scruti e la rigiri, resta muta.
Non mostra alcuna delle prossime invenzioni e manovre di guerra dei personaggi internazionali e nazionali, i nostri magnifici Super Eroi, di questi nostri ultimi anni di vita tribolata.
Non so quando azioneranno il pulsante mondiale per far brillare ciò che hanno inoculato a mezzo mondo per far schiattare tutti, o se continueranno prioritariamente nell’opera di “convinzione volontaria” ostinatamente indirizzata a quelli che non l’hanno fatto e/o non vogliono assolutamente farlo.
E qui si innesta tutta la profezia autunnale, se ci saranno cioè i milioni di trapassi per quello che battezzeranno come nuove varianti, oppure se aspetteranno di arrivare al 100% dei sorci che gli rovinano la dispensa.
Perché per loro, questo siamo !!!
Un dilemma Amletico che a mio avviso sveleranno nel mese di Settembre, il mese fino al quale hanno prorogato ieri, in Consiglio dei ministri, l’uso del bavaglino di Stato.
Durante l’estate ci saranno le “grida manzoniane” dei contagi e dei morti per assembramenti “incoscienti”, che invero non controlla nessuno, e al rientro, arriveranno le prime (solite) chiusurine per noi e per la nostra salute.
I primi (soliti) divietini, i primi (soliti) e delicati assaggi del bastone di Thor sulle nostre teste.
E il brutto sarà che, come i bambini che vogliono narrata sempre la stessa favola che ormai conoscono a memoria, ci berremo di nuovo tutto, senza battere ciglio, “perché lo dice la legge!”.
Caro Calcante, spero anch’io di morire dal ridere come te, per aver sbagliato la previsione estrema … ma la vedo difficile ‘sta volta.

12 giugno 1942

Sembra il titolo di un romanzo della seconda guerra mondiale.
Qualche testimonianza del secolo scorso che ha che fare con bombe, rifugi, suoni delle sirene, mitragliatrici.
E in effetti in questo giorno di qualche anno prima, quello della tua venuta al mondo, nasceva un’altra fanciulla molto importante.
“Venerdì 12 giugno ero già sveglia alle sei : e si capisce, era il mio compleanno ! Ma alle sei non mi era consentito d’alzarmi, e così dovetti frenare la mia curiosità fino alle sei e tre quarti. Allora non potei più tenermi e andai in camera da pranzo, dove Moortje, il gatto, mi diede il benvenuto.”
L’ho scoperto soltanto oggi cara Armandina, che nascesti esattamente 13 anni dopo Anna Frank.
Perché inizia così il racconto di sé stessa, su un piccolo diario con la copertina di tela a scacchi bianchi e rossi, ricevuto in regalo dal papà.
Sembra davvero un’altra epoca.
E proprio oggi, dopo appunto un’altra epoca, avresti compiuto 80 anni.
Uso il condizionale perché nel 2014 abbandonasti questa terra per ricongiungerti a Papà, ai miei nonni a tutti i tuoi cari.
A soli 72 anni ancora da compiere, decidesti di vegliarci dal cielo, come un angelo custode.
Certo che il 1942, è un anno proprio lontano e strano.
Lo ricordavo bene, anche agli esami di licenza elementare, perché era la data anagrammata della scoperta dell’America : 1492.
In quell’anno avvennero grandi eventi, la battaglia di Midway, la nascita del nostro codice civile, la costituzione del partito d’azione, il primo scudetto della Roma, il Brasile che ci dichiarò guerra, l’inizio del 20°anno dell’era fascista, la prima reazione nucleare della storia.
E in quel di Roma nasceva Armanda, una ragazza esile, con un nome maschile “femminilizzato”, perché come primogenito si sarebbe preferito un maschietto.
Una ragazza forte, anche se fortemente miope, con le acconciature di Mina, il neo finto da ragazza, le gonne strette e il fidanzato (poi marito), bullo e macho, come sognavi al cinema, con Salvatori e Maurizio Arena.
Oggi al tuo 80°, magari tutta bianca e zoppicante, avresti conosciuto i tuoi pronipotini, Lorenzo ed Eleonora, e sicuramente avremmo fatto una bella festa, magari al fresco, in collina come amavi tanto.
Buon Compleanno Mamma, e non ti dico come fanno tutti oggi : “ovunque tu sia!”, perché io lo so benissimo dove trovarti : con il tuo braccio sulla mia spalla destra. Sempre!!!
Tanti, sinceri auguri.

Argomenti tabù

Da ragazzino mi vietavano solo le parolacce, “morti e vaffa” su tutte. Le bestemmie non avevamo neanche il coraggio di pensarle e la scomunica era ancora una parola e una minaccia temutissima. Non c’erano altri argomenti vietati o pericolosi, ed anche alle medie o più grandicello alle superiori, potevamo discutere, canzonare, ridere o piangere su ogni cosa senza remore e senza rimpianti. Soprattutto nessuno si arrabbiava, non cerano le code di paglia di oggi. Ora invece é d’obbligo misurare la lingua, pensare e ripensare e decidere alla fine che forse è meglio tacere o cambiare forma (o contenuto del tutto). Perché il pensiero non ci appartiene più in modo intimo, riservato, personale … ma ogni cosa che esterniamo sui social e i media, diventa pubblica, erga omnes, per tutti. E questo dato di fatto, aumenta la lista dei temi delicati, delle affermazioni e dei discorsi attenzionati. Il rischio di trovarsi da una parte o l’altra della barricata, anche senza volerlo, è altissimo. Comprendo che le ferite sono lunghe e difficili da guarire, e che essere minoranza, comunque fa sentire più sensibili e più suscettibili a possibili attacchi, ma dobbiamo pure uscire da questo perenne sospetto, da questa continua caccia alle streghe. Non se ne può più del politically correct. Se dalle nostre bocche escono sinonimi o aggettivi grossolani, non è per offendere o dividere. È soltanto un lasciarsi andare ogni tanto, perché non se ne può proprio più.

“Chi vuol esser lieto sia, di diman non v’è certezza”.

Si tratta della “Canzona di Bacco”, composta da Lorenzo dé Medici, detto il Magnifico, in occasione del carnevale del 1490 a Firenze.
Era di fatto un “trionfo”, ossia una composizione scritta per essere  cantata da un corteo di maschere che rappresentavano soggetti mitologici, e nel caso specifico Bacco e Arianna, Sileno, Mida, i satiri e le ninfe, tutti personaggi  concreti e riconoscibili, che  rimandavano a concetti astratti come la Giovinezza, la Bellezza e l’Amore, ma anche triviali come la Sensualità e la Cupidigia (intesa come desiderio smodato  di ricchezza e di potere).
Esortò a questi valori terreni e poco spirituali, forse perché se la sentiva brutta, infatti morì a soli 43 anni, nella notte dell’8 aprile 1492.
Al momento del trapasso, Lorenzo era circondato dai suoi amici più cari, tra i quali Pico della Mirandola, il Poliziano, i suoi tanti figli, oltre che confortato religiosamente dal Savonarola stesso.
Oggi ci stanno portando a vivere nuovamente l’attimo, a spendere le nostre esistenze senza più progettualità futura, perché alla pianificazione ci pensano “Loro”.
Le elite e i filantropi della “depopulation” esagerata.
La non certezza del “diman”, come ammoniva Lorenzo, si trasforma automaticamente in un “Ora e subito”, senza tante pippe mentali.
Che poi detto tra noi, non ha solo riflessi negativi, poiché adottare la filosofia della Mindfulness (consapevolezza di sé stessi nel presente), significa semplicemente questo : togliersi dalle spalle il peso del passato e dal cuore le preoccupazioni per il futuro, per limitarsi a vivere in quel “Qui e ora” di cui vivono da secoli, i monaci buddhisti in Thailandia.
Monaci che consigliano :
“Fermati, qualsiasi cosa tu stia facendo.
Alza la testa e guardati intorno. Ascolta tutti i suoni che hai intorno a te.
“Senti” il tuo corpo : i vestiti che premono contro la tua pelle, l’aria tra i capelli, l’orologio stretto sul polso.
Concentrati sul gusto che hai in bocca.
Concentrati sugli stimoli sensoriali che il tuo corpo riceve e sintonizza la tua mente esclusivamente sul momento presente : niente passato, niente futuro, esiste solo il momento che stai vivendo!.”
Detto ciò e condiviso in pieno tutto, penso … forse … mi sto trasformando anch’io in un monaco rasato e arancione.

Wikipalla sa tutto!

Invece di chiamarla “Wikipedia”, facendo assumere ad essa, il valore di “verbo”, di verità assoluta, soprattutto per le nuove generazioni, sarebbe meglio rinominarla “Wikipalla”, considerati i tantissimi errori più o meno voluti, le correzioni, le censure e gli autentici stravolgimenti, anche sostanziali, che ne costellano e ne minano le pagine. 
Lanciata da Jimmy Wales e Larry Sanger il 15 gennaio 2001, inizialmente nell’edizione in lingua inglese, nei mesi successivi ha aggiunto edizioni in numerose altre lingue, tra cui la nostra.
Sanger ne suggerì il nome, un mixer nato dall’unione della radice “wiki” (veloce in hawaiano) al suffisso “pedia”
 (da enciclopedia) per giungere al concetto di “cultura veloce”.
Con più di 55 milioni di voci, in oltre 300 lingue, è l’enciclopedia più grande mai scritta, è tra i dieci siti web più visitati al mondo, e costituisce la maggiore e più consultata opera di riferimento generalista su Internet.
Sappiamo che questa fonte di sapere da cui attingono tutti, è controllata a livello mondiale da un gruppo di “ex” agenti dell’MI6 britannico, e che il governo israeliano modifica tutte le voci relative alla storia, ai Paesi e ai protagonisti del Medio Oriente, ma oggi il “Frankfurter Allgemeine Zeitung”, un quotidiano tedesco, rivela che i funzionari tedeschi sono intervenuti a più riprese, per adattare l’enciclopedia on line, alla propria ideologia, modificando non soltanto voci relative a questioni politiche (come la dipendenza dal gas russo), ma prendendo di mira anche varie personalità, nonché giornalisti internazionali.
Di fatto una coperta corta che ognuno tira a proprio piacimento.
Addirittura si riporta che, sia il
Servizio Federale Tedesco per la Sicurezza dell’Informazione, e sia quello dei servizi interni, hanno fatto oltre 17 mila modifiche su Wikipedia non verificate a posteriori.
Pertanto la verità su Wikipedia é una verità “fluida”, mutevole a seconda dei contenuti e delle lobby al potere.
La conoscenza piegata alla convenienza del momento.
Io stesso ho verificato ad esempio che la voce “polmonite interstiziale idiopatica”, che prima del Covid era “infettiva” e quindi trasmissibile, nel post Covid é diventata “non infettiva” evidenziato in grassetto.
Per sottolineare che le polmoniti naturali o con origine incerta (e il più delle volte con esito nefasto), non hanno nulla a che fare col Covid.
Oppure il nuovo “Vaiolo delle Scimmie, che da “difficilmente trasmissibile da uomo a uomo”,  è stato aggiornato come “altamente trasmissibile col semplice contatto”.
La Nuova Scienzha, come ironizza Greg, quella che stravolge ipotesi e tesi, ed arriva alla “vigile attesa” del nostro eccellente Ministero delle Malattie.

Uno !

Dopo zero, ecco uno !
Ossia dopo aver vagato come tutti noi, nel limbo cosmico, in quel luogo dove le cicogne vanno a prendere i loro fagottini colorati, rosa e azzurri, grazie ad un atto d’amore, oggi, esattamente dopo 365 giorni, spengiamo insieme la prima candelina di mia nipote Eleonora.
Una bambina bella, sorridente e solare.
Nata in un periodo particolare, per me e per la nostra “bolla”, come la chiama mio genero.
Un batuffolino che ha saputo da subito ritagliarsi il suo spazio di considerazione e rispetto, tanto da farsi soprannominare fin dai primissimi giorni … la nostra “Dottoressa”.
Una figlia dei fiori, una ribelle fin dalla culla, che strilla per farsi sentire, e pure forte, anche nel cuore della notte.
Segno zodiacale Gemelli, come mia madre Armanda, e con ascendente Vergine, a rafforzare la sua cocciutaggine e meticolosità.
Cara Ely, ho notato che hai bisogno di tempo per ambientarti con le persone, ed anche per comprendere come comportarti in certe situazioni, perché sei molto esigente, anche di te stessa, e non vuoi sentirti a disagio.
Proprio come hai fatto con me, quando i primi mesi ti giravi di spalle, e mi guardavi col broncio, ed ora invece mi lanci sorrisi a 4 denti che sono irresistibili, e sono tra i pochi a cui ti butti in braccio quando tua madre è sfinita.
Perché sei pure una bella pacchiarotta pesantina !!!
Sicuramente sei dotata di una intelligenza fuori dal comune, proprio come il tuo fratellone, di cui sei innamorata, e porti in te una sensibilità che ti permette di “avvertire” tutte le situazioni !
Se tuo fratello è il piccolo Hulk, a te non so ancora a quale super eroe Marvel accomunarti, ma credo che saresti una perfetta “Susan Storm”, o Donna Invisibile dei Fantastici 4, coi suoi super poteri di creare e controllare campi di forza, volare, capacità di diventare invisibile,
forza, velocità e agilità potenziate.
E se dovessi prevedere in quale attività professionale futura ti vedrei bene, dopo una eccellente carriera scolastica, perché sei super in tutto, non potrei che immaginarti laureata in medicina per diventare davvero la nostra piccola grande Dottoressa !!!
Una professionista della salute, brava, comprensiva, generosa e preparata.
Con la tua mamma e il tuo papà stai superando un piccolo problema che ci ha fatto stare col fiato sospeso e non solo, ma ne sei sempre uscita col sorriso e con la mano di Gesù sulla fronte.
In questo tuo primo compleanno ti auguro pertanto, soltanto il meglio, perché hai già portato la tua piccola sporta di sofferenze, senza meritarle.
Ti saremo sempre vicini, piccolina, potrai sempre chiedere consiglio e supporto, e potrai contare sui tuoi nonni anche col solo pensiero, quando ne avrai bisogno, perché  magicamente appariremo vicino a te, anche quando non ci saremo più. Perché hai colorato la nostra “bolla” col tuo sorriso e la tua innata simpatia e ti siamo (e saremo sempre) debitori.
Tanti Auguri Ely, Tanti Auguri Dottoressa!!!

MPV o Monkeypox

Dopo Uk, Portogallo, Usa e Spagna, ora anche l’Italia registra i primi casi di Monkeypox, o “vaiolo delle scimmie”, un’infezione causata da un virus della stessa famiglia del vaiolo, ma che si differenzia dal vaiolo stesso per la minore diffusività e gravità.  
È di fatto una malattia conosciuta dal 1958, ma finora tranne zone endemiche, non aveva mai avuto l’onore di viaggiare nel mondo.
Secondo gli esperti, i due virus sarebbero “cugini” in quanto discendenti da un virus comune, quello del vaiolo bovino.
Ma MPV è stato identificato per la prima volta in Europa, in scimmie provenienti dal Sud-Est asiatico.
La trasmissione può avvenire anche da uomo a uomo, ma è molto difficoltosa, e il vaccino contro il “vecchio vaiolo”, quello che fu inoculato a milioni di individui nello scorso secolo (ed il mio braccio sinistro ancora lo ricorda con la pustola a rilievo rimarginata), “potrebbe forse” essere utile nelle persone a rischio.
Tutto un “chissà, potrebbe essere, forse, vedremo, non sappiamo ancora!”.
E indovinate invece chi ci ha avvisato, nel novembre 2021, di un possibile attacco terroristico con questo virus ? Lo stesso “signore” che ha messo al sicuro il suo brevetto per i vaccini contro il monkeypox, il SOLITO e PREVIDENTE zio Bill Gates.
Colui che invece sa tutto con anni di anticipo e che nel corso di una simulazione a fine 2021, ci ha presentato una bella cartellina in formato Excel, che ci illustra i prossimi mesi.
Attacco della sinfonia il 15 maggio 2022 (e ci siamo col cronometro), oltre 80 stati infestati a gennaio 2023 con sviluppo di forme “resistenti”, 27 milioni di morti tra un anno esatto, e circa 270 milioni di decessi a fine 2023.
In buona sostanza il mio terrore recondito.
Quello cioè di aver assistito ad un biennio di “Al lupo, al lupo” con un GinoVirus qualunque, di aver fornito materiale di studio e sperimentazione involontaria, ed ora che invece siamo tiepidamente tranquilli, relativamente normalizzati, ricevere a tradimento TUTTI, peraccinati e non, il vero scherzetto senza dolcetto.
La vera peste del terzo millennio.
Dagli stessi che con virus ed antivirus, ci hanno fatto una fortuna, e dagli stessi che come soluzione finale, pensano alla “depopolazione” come la panacea di tutti i problemi del mondo.
Infine la domanda che viene spontanea ; se per il Covid che era una malattia delle vie respiratorie avevamo un tampone per bocca e naso, per il “vaiolo della scimmie” che si ipotizza si propaghi con rapporti omosessuali maschili, il tampone dove ce lo infileranno ?

L’oro come fanfaluca !

In questi giorni si sta parlando di agganciare le monete nazionali al valore aureo, come se questo rappresentasse una reale garanzia di stabilità e ancoraggio ad un bene cosiddetto “rifugio”.
Ma in realtà cos’è un bene in economia e l’oro è in assoluto il bene più prezioso ?
Il concetto di bene economico indica un oggetto disponibile in quantità limitata, reperibile e utile, cioè idoneo a soddisfare un bisogno.
Detto questo siamo proprio sicuri che l’oro rappresenti un bene scarso, utile e idoneo a soddisfare un nostro bisogno ?
Sulla sua scarsità nutro moltissimi dubbi, viste le riserve a tonnellate stipate in tutti i caveau mondiali, gli accessori indossati da ogni popolazione della Terra, le monete, le medaglie e gli oggetti fabbricati da tutti gli Stati.
Lo Stato con il maggior numero di riserve auree sono, ovviamente, gli Stati Uniti.
Il loro totale è di gran lunga davanti a tutte le altre nazioni, con 8.133,5 tonnellate, segue la Germania con 3.369,7 tonnellate, l’Italia con 2.451,80 tonnellate, la Francia con 2.436 tonnellate, la Russia con 2.119,2 tonnellate, la Cina con 1.885,49 tonnellate, la Svizzera con 1.040 tonnellate, il Giappone con 765,2 tonnellate, i Paesi Bassi con 612,5 tonnellate, e l’India con 607 tonnellate, solo per citare i primi 10 paesi mondiali.
Quanto alla sua utilità, nutro analoghi e forti dubbi, visto che altri metalli ed elementi naturali, sono molto più versatili e adattabili del metallo aureo, per ogni applicazione pratica ed utilità quotidiana, e infine sulla soddisfazione dei bisogni umani, non ne parliamo proprio, perché non serve praticamente a nulla !!!
Né a sfamare, né a dissetare, né a soddisfare alcun bisogno necessario e primario dell’umanità.
E allora anche in questo caso ci troviamo davanti all’ennesima “fanfaluca” o panzana raccontataci da chi muove i fili del mondo.
Lo stesso che fa costare di più, quasi il doppio, un litro di petrolio, piuttosto che un litro di vino, nonostante il primo esca da una buca e il secondo necessita di lavoro e impegno a non finire.
L’ oro è una convenzione, un accordo tra potenti, come poteva esserlo l’argento, il rame, il legno, una conchiglia o l’acqua che infatti viene detta “oro bianco”.
Essa davvero rispetta tutti i crismi per essere preziosa ed un bene raro in natura.
Ma qualcuno, più potente di tutti in un ideale tavolo di contrattazione, ha pensato bene di chiudere sull’Oro come ideale e più prezioso bene sul pianeta Terra.
Oggi è cambiato a 55,90 euro al grammo, mentre io ricordo ancora quando facevo i primi regali di fidanzamento alla mia futura moglie e lo pagavo la bellezza (si fa per dire) di 35.000 lire al grammo, equivalenti più o meno a 18,08 euro di oggi.
In 45 anni il suo prezzo è praticamente schizzato, triplicando il suo valore iniziale.
E in tutto questo tempo invece il latte pastorizzato, che costava poco già allora, oggi in rapporto al lavoro, alla fatica, ai sacrifici, le cure per gli animali, il tempo per produrlo e per conservarlo, non costa nulla … 1,50 euro al litro più o meno.
Concludo pertanto citando l’aneddoto di Henry Miller, scrittore e saggista americano, che fa ben capire come si stabilisce il valore delle cose : “Quando la merda varrà oro, il culo dei poveri non apparterrà più a loro.”

La guerra delle ugole d’oro.

Come il Festival di Sanremo, che nel mese di febbraio è ormai una tradizione tutta italiana, ora c’è l’Eurovision Song Contest, nel mese di maggio, che si sta affermando come una specie di Champions League della canzone.
E naturalmente quest’anno i vincitori non potevano che essere Ucraini, dopo l’appello a reti unificate di Zelensky, l’uomo in canotta verde militare.
Sul palco da vincitori assoluti quindi, la “Kalush Orchestra”, con costumi tradizionali dei Carpazi e streetwear.
Hanno urlacchiato la canzone «Stefania», dedicata alla mamma del leader del gruppo, Oleg Psiuk, con balli e bandiere nazionali sventolate.
La rappresentanza italiana, costituita da Blanco e Mahmood, che si erano vestiti da pagliacci variopinti, non è neanche riuscita a salire sul podio, nonostante erano sicuri della vittoria.
La cosa ridicola è avvenuta il giorno dopo, domenica pomeriggio, quando nonostante la guerra, a Kiev, si è tenuta una grande festa per la vittoria del festival, con centinaia di persone in strada, mortaretti, caroselli di auto super lusso e ragazze in bikini.
Ora se fosse stato un vero palcoscenico di guerra, non credo che ci sarebbe stata un’anima viva che partecipava a tali iniziative.
Invece era una baraonda felice.
Naturalmente tacitata e ignorata colpevolmente dall’informazione internazionale.
Pertanto qui, più che di guerra con moschetti e fucili, possiamo tranquillamente parlare di guerra di ugole, strilli e drag queen in passerella.
Altra fuffa in pasto agli italioti, che si schierano sempre in favorevoli o contrari e che, quando c’è da fare casino (o nulla), sono sempre i primi della classe.
Nel frattempo tutto aumenta di prezzo … e grano, farina, olio e altri beni di prima necessità, stanno sparendo piano, piano dagli scaffali … ma ce lo stanno dicendo chiaramente da giorni, e quindi la colpa è soltanto nostra !!!