La Democrazia non partecipata

manette

Con un affluenza al 33.6%,  il X Municipio di Roma quello di Ostia, Casalpalocco e Acilia, teatro di scontro tra il Movimento 5 Stelle e la coalizione di Centro Destra, mostra in modo impietoso a quale punto di disinteresse e qualunquismo è arrivata la popolazione italiana, specie quella dei più giovani agli appuntamenti elettorali. Percentuali da paese nord africano dove l’istituto democratico del voto non sanno neanche cosa sia (in Libia vota normalmente il 18% della popolazione). Addirittura nella sezione di Tor de Cenci, punte record di astensione, due soli votanti su 988 iscritti.  Giuliana Di Pillo, con un 60,09 % sarà il «minisindaco» del porto di Roma che è un quartiere con i numeri da grande città, quasi 140 mila abitanti. Ma essere eletti con il 60% del 33%  del totale  votanti, significa che, con un misero 20 percento della popolazione residente, si governa un intero territorio con grandi contraddizioni e gravissimi problemi e si diventa il portavoce di tutti (anche della minoranza silenziosa). Ecco perchè parliamo di “Democrazia non partecipata”, perchè una oligarchia di pochi a breve potrà avere potere assoluto su tutti. Il disegno di tutti i movimenti e i partiti senza radici, senza tradizione storica nel tessuto sociale italiano, è semplice ma molto efficace. Lo slogan è sempre lo stesso “La politica è sporca, la politica è tutta corrotta, ci vorrebbero le manette per tutti !” ripetuto fino allo sfinimento. Fino ad allontanare le masse dalle cabine elettorali. Poi è sufficiente mandare al voto la propria pattuglia dei fedelissimi e il gioco è fatto. Ci scandalizziamo per Sanremo o per Amici di Maria De Filippi dove si accusa il televoto di falsare i verdetti finali delle sfide, ma nel caso della Repubblica Italiana e del governo centrale o di quello dei territori, non ci facciamo alcuna domanda. Sta passando per normalità che meno del 30 % dei votanti possano a loro piacimento garantirsi il governo di un intero Paese e che le opposizioni (per altro ulteriormente danneggiate dai premi di maggioranza) siano ormai “vox clamantis in deserto”. Dal 2008 ad ogni appuntamento elettorale una crescente fetta di popolazione “delega” e non partecipa. “Tanto sono tutti uguali!”. Questa è la solita frase nei bar, nei mercati e nei luogo di ritrovo specie dei più giovani, poi invece tutti allo Stadio la domenica in caso di partita di cartello, come è stato per l’ultimo derby romano. Se non invertiamo questa tendenza e non comprendiamo che siamo pedine di un gioco sporco di disaffezione ed allontanamento dalla vita democratica, non potremo mai più lamentarci di come verremo trattati ed amministrati. Stiamo facendo come quel principe del foro che si rimetteva al giudizio della corte e faceva condannare l’assistito che lo non aveva pagato. Non possiamo delegare nessuno, tanto meno chi ce lo sta inculcando con pratiche illegali e di persuasione occulta !

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Siamo divergenti ?

Approfittando del fine settimana e di un tempo da lupi, in questa domenica mi sono visto la trilogia in dvd della scrittrice americana Veronica Roth, “The Divergent”. Una storia distopica per ragazzi ambientata in un futuro non specificato in cui gli esseri umani, recintati in una Chicago post atomica, hanno posto fine alle guerre dividendosi autonomamente in cinque fazioni, ognuna delle quali svolge un preciso ruolo nella società : quella dei Candidi, che ritengono che la colpa di ogni guerra sia l’ipocrisia, sono sinceri e dicono sempre la verità, e per questo si occupano della legge e della giustizia; quella dei  Pacifici, che, reputando la malvagità la maggiore causa dei conflitti, sono gentili e rigettano l’aggressività, motivo per cui sono assistenti sociali, consulenti, coltivatori di terre e producono il cibo per la popolazione ; quella degli Eruditi, secondo cui la guerra è conseguenza dell’ignoranza, seguono la via della conoscenza e dedicano la vita alla cultura e lavorano come insegnanti, scienziati o ricercatori; quella degli Abneganti, che sono convinti che l’egoismo sia il motivo principale della guerra, sono al servizio degli altri per tutta la loro vita e, per questo loro comportamento altruistico, sono l’unica fazione a cui è permesso far parte del Governo della città, ed infine quella degli Intrepidi, che credono che la guerra sia causata dalla codardia, sono coraggiosi e forti, caratteristiche per cui vengono definiti anche pazzi, e il loro compito è mantenere l’ordine all’interno della città. Si vestono di nero e si fanno numerosi piercing e tatuaggi, sono protettori, soldati e poliziotti. Esiste anche un ulteriore gruppo che vive all’interno della città: gli Esclusi, persone che vivono mendicando, perché non sono riusciti a superare l’esame di ingresso in una delle cinque fazioni. Una trilogia molto spettacolare e ricca di effetti cinematografici, che mi ha fatto fare alcune considerazioni. Se ai miei 16 anni avessi dovuto scegliere una fazione (come fanno i protagonisti del film) dove mi sarei collocato ? Forse sarei stato indeciso tra eruditi e pacifici. Perché mi è sempre piaciuto studiare, fin da bambino, ma ho sempre evitato i conflitti e mi ritengo una persona gentile. Ho pure il pollice verde e forse qualche verdura dell’orto sarei pure riuscito a portarla a tavola. Poi mi sono chiesto :”Ma i nostri politici, sono abneganti? Conducono una vita semplice e altruista ? Perché  in caso contrario non potrebbero (o non dovrebbero) governare e dedicarsi alla res pubblica. E allora mi sono risposto che forse li vedrei molto meglio collocati nella sottocategoria degli esclusi a mendicare. Fuori dalla società che contribuiscono a impoverire sotto tutti i punti di vista. E infine l’ultima domanda : Chi conosco di veramente candido? Che dice sempre la sua, che rifugge l’ipocrisia e potrebbe amministrare la giustizia non a orologeria o per vendetta, ma  nel rispetto della verità ? La risposta l’ho trovata solo in Omero, quando Polifemo accecato rispondeva ai fratelli ….. Nessuno !

Delibera Coia : si cambia … ma come?

rete

Ci è stato confermato questa mattina, dopo la stagione dei tanti ricorsi amministrativi presentati contro la Deliberazione n. 30/2017 (cd. Coia dal nome del consigliere pentastellato proponente) e che a breve finiranno la discussione delle varie sospensive incidentali (laddove richieste), che probabilmente, entro questo mese di novembre, inizierà  l’iter in Consiglio Comunale per la riformulazione di tutti i punti di contrasto con gli operatori e con le organizzazioni sindacali di categoria. Ma ancora una volta non sappiamo cosa andrà in discussione, nè come siano state formulate tali modifiche ed emandamenti. Manca un confronto con la Commissione Consiliare e le forze di opposizione, manca – o è del tutto carente –  l’apporto dei Sindacati che ancora una volta partecipano, propongono, si prodigano e analogamente alla prima stesura del provvedimento, vengono bellamente ignorati. Bel modo di intendere la democrazia partecipata. La frase è sempre la stessa “Voi proponete ma poi è sempre la politica a fare le scelte finali !” Una interpretazione del tutto personale degli indirizzi e della vita democratica. Se ci fossero stati sempre questi paladini del confronto, ancora probabilmente vestiremo con la camicia nera. Partecipare significa prendere parte a un fatto o a un’attività collettiva, in questo caso equivale soltanto ad assistere passivi e senza alcuna possibilità di poter cambiare nulla. E perchè poi il testo non viene ufficializzato, non viene letto, non c’è  sulle piattaforme partecipate della rete, tanto care ai suoi proponenti ? Perchè alla fine, come nel caso della prima stesura, approvata lo scorso 01 giugno 2017, arriveranno le solite soffiate in curva, gli improbabili foglietti scritti a mano dell’ultimo momento, quelli del rush finale, magari alle due di notte. Questa è la condivisione, questa è la nuova politica che a me sembra quella di sempre. Di chi si affeziona alla poltrona e crede che la sopraffazione e lo strillo siano sinonimo di potere. Parola (o espressione) che, in linea astratta e generale, ha lo stesso significato di “assolutismo monarchico” da cui discende il concetto che l’autorità di un governante derivi direttamente da Dio.

​Bolkestein, due giorni importanti : 07  e  14 novembre 2017.

In questo mese di Novembre abbiamo due appuntamenti importanti. Il primo è quello di martedì 07, quando alle ore 8, tutte le Associazioni e Federazioni Romane si daranno incontro davanti al Tar del Lazio in Via Flaminia 189 per supportare i legali nell’ottenimento della sospensiva del Regolamento Comunale sulle Aree Pubbliche (cd Delibera Coia), e il secondo, la settimana successiva,  il 14, quando tutta Italia manifesterà contro la Direttiva Comunitaria Bolkestein e sulle modalità di recepimento nel nostro Paese.
Per dovere di informazione corretta cerchiamo di spiegare meglio entrambi gli appuntamenti.

Per quello del 07 dovremo essere tanti, tanti davvero, per far capire ai giudici amministrativi che questo Regolamento (che recepisce la Bolkestein) e che stravolge il modo di lavorare e la redditività delle imprese su aree pubbliche, è un atto d’imperio, non concertato con le forze sindacali e sociali della città, e soprattutto pieno di macroscopici  vizi di illegittimità e abusi di potere. I legali che porteranno in Aula le nostre ragioni sono il Prof. Celotto e il Prof. Marini, gli avvocati Di Meglio, Cresti, Castaldo, Fantoni e Pighin. Uno sforzo economico ed organizzativo molto gravoso per tutta la categoria e i Sindacati proponenti. Fivag Felsa Cisl, Upvad, Uiltucs e Ana. Ma con il contributo di tutte le altre che hanno dato il loro ausilio di conoscenza ed esperienza.

Il 14 invece scendiamo in Piazza, da Torino a Palermo, per dire al Governo e alle istituzioni, che noi con la Direttiva Servizi non ci entriamo nulla. E che, come altre categorie che sono state fatte fuori fin dall’inizio (per lobby o forza contrattuale), anche noi non siamo da meno e che ci devono tirare fuori da questa “infamia” che sta uccidendo psicologicamente e finanziariamente migliaia di piccole imprese del settore.
La nostra è una grande forza che mette paura alla politica quando si compatta e mostra i denti.

Non possiamo più essere considerati  “merce di scambio” o imprenditori di serie “B”. E questo messaggio deve arrivare anche alle Conf che finora ci hanno rappresentato (molto male) nei palazzi e nelle sedi deputate.

Quindi partecipate e scriveremo altre due belle pagine di libertà e Democrazia in questo Paese.

Tutti insieme, tutti uniti, tutti convinti di vincere!

 

 

 

 

Le elezioni “digitali”

Smartmatic

Con un semplice e veloce click si può decidere del proprio destino. Sembra una favoletta avveniristica ma piano piano stiamo andando proprio in questa direzione. In Italia i primi a sfruttare a pieno la rete,  sono stati (e sono) quelli del Movimento Cinque Stelle. Programmi, candidati, scelte e decisioni sono online, a disposizione dei sostenitori, in piena libertà e condivisione. Ma questo solo sulla carta. Tutto ciò che passa per una connessione dati è amministrato o gestito da chi offre il servizio digitale. Una società per lo più privata, che di fatto si sostituisce ai vecchi carabinieri che presidiavano il seggio e verificavano la regolarità e il rispetto delle regole democratiche. Nel 2010, Alex Halderman, cervellone della University of Michigan, riusci’  a far eleggere il robot “Bender di Futurama” alla presidenza del consiglio universitario. E ancora nella sfida elettorale per la Presidenza Usa è diventato virale ed ha fatto il giro del mondo, il video postato da un elettore americano che alla macchina del voto digitava la sua preferenza per Obama ma constatava che l’assegnazione era per il suo avversario Mitt Romney. Queste società private che garantiscono il servizio elettorale sono per lo più società internazionali che operano in più paesi mondiali. Ad esempio il referendum del 22 ottobre in Lombardia, è stato realizzato con la gestione digitale della società Smartmatic International Holding B.V. successivamente ad un contratto da 23 milioni di euro per l’acquisto di 24mila tablet destinati agli 8mila seggi allestiti per il referendum. La Smartmatic, nata Bizta, si forma a fine anni ‘90 in Venezuela per mano di un gruppo di ingegneri locali, guidati dal CEO Antonio Mugica. Oggi è una società con sede a Londra di cui, come rivela il Giornale, nel collegato “Gli occhi della Guerra” : “il presidente è Lord Mark Malloch-Brown, politico che siede alla ‘camera alta’ del parlamento inglese e che fa parte di Open Society, il celebre istituto fondato da George Soros. In passato, Malloch-Brown è stato anche vicepresidente del fondo di investimenti del magnate di origini ungheresi e segretario generale delle Nazioni Unite, lavorando al fianco di Kofi Annan”. Pertanto il voto elettronico in mano a questi portatori di forti interessi non solo è pericoloso (come visto), ma anche facilmente manovrabile. La stessa piattaforma “Rousseau” del Movimento 5 Stelle dove si possono esprimere idee, proporre disegni di legge, votare leggi e portare tematiche di interesse collettivo all’attenzione dei Portavoce, ha molti lati non pienamente trasparenti. I suoi obiettivi dichiarati infatti, sono anche la gestione delle varie componenti elettive (Parlamenti italiano ed europeo, consigli regionali e comunali) e la partecipazione degli iscritti alla vita del Movimento 5 Stelle. Ma chi fa opera di trasparenza e selezione ? Chi può dire con assoluta sicurezza che è proprio quello l’indirizzo o la scelta più votata dagli iscritti ? Soltanto chi gestisce materialmente la piattaforma (senza alcun controllo delle forze dell’ordine) e successivamente stila le percentuali e i risultati a video. La proprietà e la gestione del portale sono dell’Associazione Rousseau, che ha sede allo stesso indirizzo della Casaleggio Associati, una società di consulenza di Milano. Al momento non è chiara la forma dell’associazione, né chi siano i suoi soci. Pertanto a chi inneggia al voto digitale, solo perchè abbiamo “prima” i risultati e il nome degli eletti,  va replicato che la velocità non può essere a danno della democrazia e della libertà. Perchè il mio voto -come quello di tutti- va rispettato e annotato con una stanghetta insieme a quello di tanti altri su un foglio bianco fino alla fine delle schede, e non visto, analizzato, scandagliato e forse manipolato da un ingegnere informatico.

Le conferenze stampa “NoBolk”

conferenza

La conferenza stampa è un evento informativo organizzato da qualcuno,  a cui sono invitati i mass media, per annunciare delle notizie. Uno dei primi utilizzi della conferenza stampa risale al  1913, quando il Presidente degli Stati Uniti, Woodrow Wilson,  convocò circa 57 incontri con i giornalisti fra il 1913 ed il 1916.   Ai giorni nostri sono per lo più uomini politici, industriali, imprenditori e sportivi che utilizzano questo strumento per promuovere programmi politici di intervento, attività di personaggi dello spettacolo o dello sport, notizie bomba. A quella programmata per domani pomeriggio, 26 Ottobre 2017, alle ore 16,00 dal Centro Destra, che si terrà presso la sala stampa di Montecitorio, parteciperanno i parlamentari: Renato Brunetta, Paolo Romani, Deborah Bergamini, Maurizio Gasparri, Remigio Ceroni, Sestino Giacomoni, Roberto Occhiuto, Fabrizio Di Stefano, Catia Polidori, Luca Squeri e Sandra Savino (tutti di Forza Italia),  Gian Marco Centinaio e Stefano Allasia (per la Lega Nord), Fabio Rampelli (per i Fratelli d’Italia), e sicuramente sarà presente anche l’assessore regionale ligure Marco Scajola. Questa conferenza stampa è di fatto contemporanea alla seduta straordinaria della Conferenza Stato Regioni, convocata per le ore 15 presso la sede di Via della Stamperia dalle forze di maggioranza. Convocazione fatta per l’espressione del  parere, ai sensi dell’articolo 6, comma 3, del decreto legislativo 17 ottobre 2016, n. 201, sullo schema di decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri che approva le linee guida per la gestione dello spazio marittimo italiano. Pertanto la contemporanea presenza degli Ambulanti nell’oggetto della Conferenza del Centro Destra è il classico specchietto per le allodole,  perchè in verità la partita seria si sta giocando sugli stabilimenti balneari. Come al solito la nostra categoria diventa merce di scambio per altre categorie ed altre battaglie. Siamo comunque grati a tutti i parlamentari che prenderanno le nostre difese ma gradiremmo che si facesse un minimo di chiarezza tra chi recinta e interdice la concessione che gli è stata data e chi invece la utilizza per poche ore durante il giorno. Questa di unire capre e cavoli non è mai stata una bella pensata e meno che mai adesso che gli Ambulanti di Italia stanno per andare ai bandi delle loro licenze (regolarmente acquistate).

Bolkestein : se andasse tutto storto ?

Morte-nel-sonno

Questa è la domanda che ci stanno facendo sempre più numerosi i commercianti ambulanti romani in questi giorni, specie dopo la notizia dell’avvio prematuro dei bandi a Venezia. Il primo comune metropolitano di importanza strategica che ha anticipato tutti e che il prossimo 31 ottobre (a meno di proroghe dell’ultimo momento) chiuderà il termine per l’invio telematico delle istanze di assegnazione o riassegnazione. Quindi anche noi ci domandiamo : “Cosa accadrà se il Governo restasse sordo a tutti gli appelli di esclusione della categoria o al differimento delle procedure concorsuali ?”. Probabilmente entro il primo trimestre del 2018,  fioccheranno le richieste di pubblicazione dei bandi Bolkestein. Tutti i comuni, specie quelli satellite ai grandi centri che gestiscono piccoli mercati settimanali si precipiterebbero ai Burl Regionali per garantirsi lo spazio di pubblicazione in una delle finestre utili (febbraio o marzo prossimi). Ma il rischio, per altro verificato anche con Dirigenti del Mise, e molto alto, è che qualcuno (Garante AGCM su tutti) potrebbe impugnare avvisi, graduatorie e vincitori e invalidare a posteriori tutto il lavoro realmente impegnativo di impiegati e dirigenti comunali. Solo a Roma si calcola che perverrano al Dipartimento e ai vari Municipi oltre 150 mila domande di partecipazione con allegati, atti notori, documenti e planimetrie da verificare con attenzione una per una. Considerate che di un centinaio di domande alla Festa natalizia di Piazza Navona, chiusa il 09 Ottobre e con tutte le anzianità certificate dalle edizioni precedenti – e quindi un lavoro tutto sommato semplice, da mettere nero su bianco – ancora non si hanno notizie di quanto verranno esaminate e messe in ordine di graduatoria. Chi parla di fine ottobre, chi della prima quindicina di novembre, per altri chissà quando (ammesso ancora che si faccia). Pertanto crediamo di non sbagliare quando consigliamo a chi (come detto) ce lo chiede, di non precedere a nuove gestioni per affitto o comodato gratuito, specie in questo finale di anno, perchè si rischierebbe veramente poi, di non potersi reintestare il ramo di azienda per partecipare eventualmente alle selezioni come uscente privilegiato. La manifestazione nazionale del 14 novembre a questo punto assume una importanza fondamentale. Primo perchè dopo questa data probabilmente i buoi sono tutti scappati dalla stalla e secondo perchè una giusta protesta con numeri importanti e in tutte i capoluoghi di provincia dove la problematica è molto sentita, evidenzierebbe una volta di più, che questa categoria non è stata ben rappresentata nelle stanze del potere da chi poteva -e forse non ha voluto- farlo. E potrebbe farci riaprire una trattativa al momento “ferma” con altri presupposti ed ben altra autorità contrattuale.