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Homo homini lupus.

Di tutti i filosofi empirici inglesi, è l’unico che ricordo bene.
Perché il mio prof, ne spiegò dettagliatamente il pensiero, l’esperienza sensibile e il suo crudo materialismo.
Parliamo del britannico Thomas Hobbes, che nei suoi celebri aforismi  : “Bellum omnium contra omnes” (la guerra di tutti contro tutti), e “Homo homini lupus” (ogni uomo è lupo per l’altro uomo), entrambi tratti da lavori di Plauto nel 200 a.C., ha fotografato la vera natura dell’uomo e fermato la piccolezza e la sua cattiveria atavica.
Oggi leggendo botte e risposte violente sui social, ho capito che la guerra, lo scontro e la contrapposizione, sono le uniche cose che piacciono ai miei simili e che purtroppo caratterizzano questo brutto momento dell’umanità.
Perché in situazione di pericolo, in situazioni stressanti di sopravvivenza, ogni legge o norma prefissata, viene meno, e si ripristina lo “stato di natura”, uno stato in cui, non esistendo più alcuna regola, ogni individuo viene mosso dal suo istinto più intimo e primordiale, con il risultato di danneggiare gli altri e di eliminare chiunque sia di ostacolo al soddisfacimento dei propri desideri, o del proprio benessere.
E oggi, con la irrazionale paura di appestarsi o peggio di crepare, il green pass, il distanziamento sociale, la delazione ad ogni livello, e il conflitto fatto di falsità e bassezze non solo verbali, rappresentano solo la punta dell’iceberg di quell’istinto e quella violenza primordiale, che ha originato tutti i crimini più orrendi della Storia.
Con l’utilizzo del lato peggiore, latente e, aggiungo sconvolgente di ognuno di noi, chi comanda sa bene come tirare fuori, da armadi polverosi e dimenticati della nostra esistenza, tutto il nostro peggio.
Perché ciascuno di noi è una potenziale vittima … ma di certo anche un potenziale carnefice !
Basta ricordarsi Caino, che uccise Abele per gelosia, invidia e la discussione su chi dovesse sposare la sorella.
Lo diceva Freud, in risposta a chi identificava i criminali nei “malati di mente”, che : “criminali si diventa non per malattia, ma perché non funzionano i freni inibitori, e perché si viene scavalcati dalle emozioni, dalle passioni e dal piacere che si prova nel commettere un reato.”
Oggi, gratificando provax e vaccinati e bastonando gli scettici, il classico “dividi et impera”, si incoraggiano gli uni ad usare parole e azioni, sempre più divisive e cattive verso gli altri.
E così torna di moda Hobbes e le sue crude accuse all’uomo e alla sua naturale inclinazione contro i suoi simili.
Perché il prevalere del lato buono o cattivo, dipende dalle occasioni, dai contesti sociali e dagli stati psicologici (impulsi passionali e forti emozioni), e in determinate occasioni, come quella che stiamo vivendo, chiunque può diventare un carnefice, ed esprimere i propri impulsi antisociali, credendo in realtà di fare soltanto il proprio dovere.

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