25 settembre.

Eccolo il mio compleanno.
Stavolta di sabato e sono 58 pippi.
Per fortuna stavolta, sto bello tranquillo a casa mia, coi miei cari.
Un pranzo tra noi, alla buona, con pensieri carini, tante foto e abbracci con Fabiola, mia figlia Vanessa e la sua bella famigliola.
La fortuna di avere vicino ancora i miei suoceri Anna e Mario (che l’altro ieri in pizzeria ha spento la sua 91° candelina), i giochi in giardino con mio nipote Lorenzo, i sorrisi innocenti della piccola Eleonora, che festeggia con me il suo quarto mesiversario.
Sembra banale, ma credetemi non è così.
La “normalità” che a volte viene grossolanamente equivocata con la “banalità” è al contrario una condizione paradisiaca, una “bolla” di karma positivo, che mio genero Claudio, immagina chiusa intorno al nostro piccolo nucleo familiare.
Uno stare bene interno, che sentiamo nel cuore, che é solo nostro e che vogliamo condividere con chi ci ama davvero e a chi vogliamo bene da una vita.
Non mi occorre il viaggio intercontinentale o la crociera di Love Boat, non mi servono gli Auguri di Vip o personaggi importanti, non necessito di regali o premi, non c’è vincita che mi possa smuovere da dove sono, dalla mia bolla.
Mi cibo solo di tranquillità, di salute mia e dei miei cari, di sole, di aria e di libertà.
Se poi a tutto questo ci metti pure un bel piatto di spaghetti allo scoglio, un’oratina fresca di giornata ed una bella fetta di crostata al limone, ringrazi Dio e fai cin cin con tutti.
Tanti Auguri Vito.

Benvenuta Eleonora !

Come una pacchiarotta e con un anticipo di dieci minuti … pardon dieci giorni, come si conviene ad una vera donna d’affari, pronta all’appuntamento con la vita, è venuta al mondo mia nipote Eleonora. Alle ore 13.40, la cicogna ci ha consegnato un batuffolo rosa di chilogrammi 3.40, un’altezza di cm 49, ed una circonferenza cranica di cm 34.5.
In un periodo in cui la mia famiglia non si è fatta mancare nulla, nel dindolò di una esistenza bella e piena, il buon Dio ci ha premiato con una bambina bellissima e capellona, coi lineamenti dolci e sereni.
Lo stesso sguardo di mia figlia e le stesse manine affusolate di mio genero.
È stata più forte e desiderata della paura che ci sta opprimendo e di tutte le riserve mentali che stanno affossando noi adulti. Io mi sento Nonno bis, nonno la rivincita, nonno emozionato e nonno che non molla.
Perché la vita non ammette mezze misure, o si è dentro o si è fuori.
E per i miei nipoti, fintanto che lassù, dove “qualcuno mi ama”, mi darà un alito di vita, ci sarò sempre.
Non dovranno far altro che chiamare, anche senza voce, in cuor loro, e troveranno nonno Vittorio lì vicino.
A parlare ore ed ore, a giocare ed a sentire i loro segreti, a ridere insieme di tutto, a raccontare aneddoti strani, a raccogliere le loro confessioni, a mitigare i loro piccoli guai e ad esaltare i loro successi.
Saremo i tre moschettieri della fantasia, i tre porcellini della Disney, le tre scimmiette sagge.
Quelle scimmiette che insieme daranno sempre corpo al principio proverbiale del “non vedere il male, non sentire il male, non parlare del male”.
E i nostri nomi saranno Mizaru “lo scimpanzé che non vede il male”, Kikazaru, “quello che non sente il male” e infine Iwazaru, “quello che non parla del male”.
Perché a noi il male ci scivola (e ci scivolerà sempre) addosso, e la nostra buona stella ci muoverà sempre oculatamente sulla scacchiera della vita.
Anche a nostra insaputa.
Per questo, Lorenzo ed Eleonora … pronti a dare scacco al Re !!!

Il lettone gelato

Stasera sono a letto presto. Mi capita spesso ormai di non trovare più interesse alle trasmissioni della prima serata televisiva. Riesco ad annoiarmi con tutto. Pure con le partite serali della Roma, la mia squadra del cuore. Una volta invece da ragazzo, aspettavo che dormissero tutti quelli di casa mia, per godermi le tv private, le prime trasmissioni trasgressive dalla tv della Svizzera italiana o di Capodistria. E si tirava fino alle cosiddette “ore piccole”. Ora invece è sufficiente un Grande Fratello per spedirti direttamente tra le braccia di Morfeo, senza forzature o camomille. E a differenza di prima, non riesco neanche più a sfogliare un buon libro. Perché anche senza far nulla, arrivi a fine giornata spremuto, sfinito, esausto. Allora il piacere che ti da il lettone, specie d’inverno quando sparisci sotto le coperte, non regge confronti, è una sensazione imbattibile. È la coccola che sogni tutto il giorno, specie in queste settimane di freddo siberiano. Nel mio posto, imbaccuccato fino ai capelli, mi piace girarmi e odorare i lenzuoli puliti e profumati, ma anche stendere le gambe fino alla fine del letto (gelato) e accoccolarmi a mia moglie quando mi raggiunge dopo aver riassettato la sua tracolla per la lezione del giorno dopo. La vita si nutre pure di piccole cose, di quotidianità, di normalità, di desideri banali. La voglia di dormire e sognare cose belle, volti cari di chi non c’è più, viaggi che non si sono mai fatti, risposte che non si sono mai date, parole e gesti che non abbiamo mai osato. E domani ? Domani … è un altro giorno … come ebbe a dire Rossella O’hara in Via Col Vento.