La saggezza del Bonaparte

Napoleone è stato un grande stratega militare, un generale illuminato, un indiscusso estimatore di arte e di bellezza.
Ma che ci abbia lasciato un capitale di poche stringhe, piene di significato, perle di vera saggezza, penso siano in pochissimi a saperlo ed averlo studiato sui libri di scuola.
Invece trattiamo di un capitale immenso, incommensurabile.
Napoleone non è certamente Confucio, con le sue massime e i pensieri filosofici, per altro mai scritti, ma raccolti dai suoi discepoli nei Dialoghi, ma il suo insegnamento al mondo, terra terra, è quello di rendersi conto che al nostro interno possediamo delle risorse formidabili, che non vengono utilizzate perché l’uomo sceglie troppo spesso di essere mediocre e pusillanime, quando nel mondo (di oggi in particolare) è indispensabile dotarsi di attributi e dimostrarlo giorno dopo giorno coi fatti.
In una veloce raccolta mi è gradito sottoporvi le seguenti riflessioni :

“Non interrompere mai il tuo nemico quando sta commettendo degli errori.

Il coraggio non consiste nell’andare avanti quando sei in piena forza, ma nell’andare avanti quando non ce l’hai proprio.

In politica la stupidità non è un handicap.

Se vuoi capire chi guida il mondo, vai a vedere le sue letture preferite.

La storia è una serie di menzogne sulle quali più gente si è accordata.

La storia è sempre scritta dai vincitori.

Per governare il mondo non puoi essere privo d’immaginazione.

Se pretendi che una cosa sia fatta veramente bene, falla direttamente da te.

Niente al mondo è più difficile e prezioso che essere in grado di decidere.

Le sole vittorie che non lasciano strascichi e dispiaceri, sono quelle vinte sull’ignoranza.

Il miglior modo per mantenere le tue promesse è quello di non farle.

Gli uomini sono mossi da due motivazioni-chiave che sono : la paura e il danaro.

Il mondo soffre molto non per la violenza della gente malvagia, ma per il silenzio della gente buona.

Chi teme di essere conquistato è sicuro della sua sconfitta.

10 persone che parlano fanno più rumore di 10 mila che fanno silenzio.

La morte non è niente, ma vivere una vita fatta di sconfitte e priva di gloria, è una morte continua.

Gli uomini sono facilmente governabili tramite i loro vizi, più che mediante le loro virtù.

Tu non sei più alto di me, sei soltanto più lungo.

Io odio l’illusione, ed è per questo che accetto il mondo così com’è.

Dà all’uomo il potere e scoprirai chi egli è veramente.

Scaricati di ogni tua preoccupazione non appena ti liberi dei tuoi vestiti per la notte.

La musica ci dice che la razza umana è più grande di quanto pensiamo.

La gente da temere non è quella che è in disaccordo con te, ma quella che è in disaccordo e che ha paura a dirtelo.

La vittoria appartiene a chi sa essere perseverante.

Il modo sicuro per rimanere povero, è quello di essere onesto.

La gloria è soggetta ad alti e bassi, ma l’oscurità rimane per sempre.

Un vero uomo non odia nessuno.

La migliore cura per il corpo è quella di possedere una mente quieta.

I più grandi pericoli si corrono al momento della vittoria.

Un trono è soltanto una panca ricoperta di scintillante velluto.

Ricopri sempre la tua mano di ferro con un guanto vellutato.

Richiede molto più coraggio la sofferenza che la morte.

Sono venuto al mondo credendo sempre al peggio.

La gioia di vivere sta nel pericolo.

La guerra è un affare di barbari.

Il governo non è niente se non è supportato dalla pubblica opinione.

Imposto sempre i miei piani di battaglia per lo spirito dei miei soldati sacrificati.

Esistono così tante leggi che nessuno è sicuro dal rischio di impiccagione.

Non serve cercare fonti della malizia, quando ogni cosa si spiega con la stupidità umana.

Gli uomini mediocri e di bassa lega esercitano la propria memoria, più che il loro giudizio.

Un folle ha un grosso vantaggio sulla persona educata: è costantemente contento di se stesso.

Esistono due modi sicuri per controllare la gente: il primo è il guadagno personale e il secondo è il danaro.”

Grazie Napoleone a buon rendere !!!

Gli Xenobot

Non so dove finisce la fantascienza e inizia la realtà. Dove termina il semplice pensiero e partono le supposizioni, il complotto. Ma una cosa é certa, svegliarsi alle 5 di mattina e non riuscire più a riprender sonno per le cose appena lette, fa meditare e non poco. Oggi è stata la volta degli “Xenobot”. Leggendo la presentazione da parte di uno dei loro padri scientifici, lo statunitense Josh Bongard, che pubblica sul sito online : https://cdorgs.github.io , gli Xenobot sono composti biologici, elaborati e progettati da intelligenze artificiali, derivati esclusivamente da cellule di una rana acquatica dell’Africa australe (la Xenopus laevise) e sono completamente biodegradabili. Quelli “costruiti” fino ad oggi sono larghi molto meno di 0,7 millimetri (0,039 pollici) e composti da due sole cose: cellule della pelle e cellule del muscolo cardiaco, entrambe derivate da cellule staminali raccolte da embrioni di rana precoci (allo stadio di blastula con forme generalmente sferiche); dei microbici “Pacman”. Le cellule epiteliali della pelle, forniscono un supporto rigido, mentre le cellule del cuore, agiscono come piccoli motori, contraendosi ed espandendosi di volume per spingere in avanti lo xenobot. La forma del corpo di uno xenobot e la sua distribuzione delle cellule della pelle e del cuore, sono progettate automaticamente in simulazione, per eseguire un compito specifico, utilizzando un processo di tentativi ed errori (un algoritmo evolutivo). Gli xenobot sono stati progettati per camminare, nuotare, spingere pellet, trasportare carichi utili e lavorare insieme in uno sciame, per aggregare i detriti sparsi lungo la superficie del loro liquido interstiziale.  Possono sopravvivere per settimane senza cibo e guarire dopo lacerazioni ed anche altri tipi di motori e sensori, sono stati incorporati negli xenobot. Invece del muscolo cardiaco, gli xenobot possono far crescere specie di ciglia e usarle come piccoli remi per nuotare. Tuttavia, la locomozione degli xenobot guidata dalle ciglia è attualmente meno controllabile della locomozione degli xenobot guidata dalle contrazioni del cuore. Una molecola di RNA può anche essere introdotta negli xenobot, per dare loro memoria molecolare: se esposti a un tipo specifico di luce durante il comportamento, emettono un colore prestabilito se visti al microscopio a fluorescenza. Alla fine del novembre 2021 è stata annunciata addirittura l’osservazione di un tipo di “autoriproduzione” sviluppato autonomamente dagli xenobot e mai precedentemente osservato in natura.  Infine gli xenobot possono raccogliere cellule libere nel loro ambiente, formandole in nuovi xenobot con le stesse capacità. Poiché sciami di xenobot tendono a lavorare insieme per spingere microscopiche palline in un liquido organico, è stato ipotizzato che i futuri xenobot potrebbero essere in grado di fare la stessa cosa in svariate applicazioni, come ad esempio la ricostruzione di organi umani deteriorati, pulizia di arterie e vene ostruite, accatastamento delle microplastiche nell’oceano. A differenza delle tecnologie tradizionali, gli xenobot non aggiungono ulteriore inquinamento mentre funzionano e si degradano: si comportano utilizzando l’energia proveniente dai grassi e dalle proteine immagazzinate naturalmente nei loro tessuti, che dura circa una settimana, a quel punto si trasformano semplicemente in cellule epiteliali morte. Non sono pertanto neanche evidenziabili e rilevabili dai normali strumenti di analisi clinica e/o ecografica o radiologica. Nelle future applicazioni cliniche, come la somministrazione mirata di farmaci, gli xenobot potrebbero essere realizzati dalle cellule di un paziente umano, aggirando le sfide della risposta immunitaria di altri tipi di sistemi di somministrazione microrobotici. Va ricordato infatti che la loro principale differenziazione coi “Microrobot” è quella di non essere né di metallo, né di plastica e né di porcellana, allergeni molto spesso fastidiosi e mal tollerati nel corpo umano. E dopo tutte queste informazioni, che derivano da siti scientifici di promozione e crowdfunding per la ricerca, pubblici e facilmente consultabili, anche se in inglese tramite Google Translate, mi sono domandato : come può reputarsi “normale” farsi inoculare un liquido sconosciuto, di cui nessun laboratorio del mondo a parte quelli schermatissimi dei progettisti, sa nulla ? Come non pensare al fatto che forse inconsapevolmente siamo destinatari di un esperimento su scala mondiale ? Come non chiedersi se questi “animali” non sono già dentro i nostri corpi, magari in stato embrionale ? Con questo pensieri, credetemi … è difficile riprendere sonno.

Resoconto di un’estate.

Un estate calda, sotto tutti i punti di vista, con l’anticiclone delle Azzorre “perso” in qualche punto dell’Oceano Atlantico e con “Lucifero”, quello Africano, protagonista assoluto, con ondate di calore e afa sempre più soffocanti, specie al Sud dove si boccheggiava pure in spiaggia.
Una estate coi suoi tormentoni musicali, come tutti gli anni, con Loca, Pistolero, Movimento lento, Malibù, Boca, Cinema e … Mille della rediviva Orietta Berti, con Lauro e Fedez.
Siamo tornati al ristorante, con tutti i limiti della circostanza, e abbiamo assistito alla stentata ripresa di qualche attività commerciale, a differenza dell’estate precedente, quella del 2020, che fu preceduta da 70 giorni di lockdown assoluto e che non partì proprio.
Perché questa è stata anche “l’estate in sicurezza”, quella dei peraccini a gogò.
Al mare, ai monti, in camper, nelle discoteche, ai mercati, ovunque ci si trovasse per gioco, vacanza o per lavoro.
C’è stata pure la parentesi “ridanciola e spensierata” degli Europei di calcio e delle Olimpiadi giapponesi, in cui ci hanno fatto vincere tutto il possibile, eppoi con una delle più classiche inversioni a “U”, siamo tornati col morto sulle spalle, perché anche in questi tre mesi, di giugno, luglio e agosto, in spiaggia, in montagna e in tutte le case italiane, l’argomento principe è stato sempre e solo il Covid, tirato a lucido e rampante, con la sua nuova variante Delta ; su come non prenderselo, su come non trasmetterlo, su come non schiattare ma, e soprattutto, su quale intruglio era meglio farsi iniettare, perché superiore (o meno nocivo) degli altri.
Con tanto di prenotazioni e disdette, fino a conquistarsi il cocktail preferito.
Ma ricorderemo questa estate anche per il passaporto verde.
Il certificato cartaceo o digitale, che ha diviso (e continua a dividere) in due, gli oltre 60 milioni di pecorelle e abbacchi nostrani.
Per il momento è green, verde, ma andando avanti nelle punturine al deltoide, non è detto che cambi colore in base al percorso e ai buchi ricevuti e certificati.
Come le cinture dello judo.
Per cui ci saranno passaporti bianchi, gialli, arancioni, verdi, blu, marroni, fino ad arrivare a quelli “neri” per i maestri-zombie della siringa.
Quelli che avranno mutato in ragione della scienza il proprio Dna, l’Rna, i globuli rossi, i bianchi, e chi più ne ha, più ne metta.
Viva l’estate, Viva il mare, Viva la montagna … ma al prossimo Ferragosto … ci saremo ????

Un Ufo presidenziale

In questi giorni di fine agosto, girando in auto e a piedi i luoghi di villeggiatura, che un tempo erano pulsanti di vita, lungomare e festicciole di rione, piccoli luna park e parchi gioco per bambini, sto avvertendo un senso di profonda stanchezza e ansia.
Le stesse sensazioni che sto leggendo nelle bacheche dei social, di amici e di altri.
Forse mi sbaglio, ma mi sembrano diminuite anche le foto di vacanze allegre e spensierate.
Mia sorella e altri pubblicano solo immagini di cani, gatti e paesaggi notturni.
Ieri sera in una passeggiata con mia moglie sul lungomare di Minturno, da sempre caratterizzato dalla voglia di vita degli amici pontini e partenopei, tutto mi è sembrato più scuro, meno illuminato, meno gaudente.
Una sera ovattata e poco rumorosa.
La stessa estate è strana, con voglia di svago, gioco (per lo più visto in Tv : gli Europei, le Olimpiadi, la ripresa del calcio giocato), di dimenticanza, di rilassamento, ma non so, quanto di questa ricerca sia riuscita agli “italioti”.
Forse più che “il” mondo, è finito “un” mondo. Ma anche questa è  una constatazione banale.
Con la pandemia il mondo è cambiato e non sarà più lo stesso, e con esso le abitudini, le pratiche, il grado di accettazione della realtà.
È imprevedibile cosa ci porterà l’autunno, tutti stanno con fiato sospeso nell’attesa.
Io e mia moglie per primi.
Alcuni si difendono con visioni apocalittiche da fine del mondo. Altri si rifugiano in nicchie religiose o mistiche.
Altri leggono libri.
Quello che mi preoccupa davvero è che è aumentata la nostra dipendenza dal virtuale.
Ho appena avuto il resoconto della settimana di WordPress, e mi dice che ho passato più di nove ore al giorno connesso alla rete.
Non va affatto bene, mia figlia e mio genero direbbero : “tempo perso sicuramente”.
Non so gli altri, ma dato che io non sopporto più questa solitudine forzata, cerco solo di incontrare virtualmente il pensiero e le considerazioni degli altri.
Vedere da vicino, se le mie sensazioni di insicurezza, siano più o meno condivise dai miei simili.
E per questo passo molto tempo a leggere i commenti, cosa che prima evitavo o non facevo proprio.
Certo vi sono modi più produttivi per utilizzare il tempo.
Ma anche la durata stessa del tempo – forse – è cambiata, e come ebbi già modo di scrivere in un precedente post … sospesa.
E non vale nulla neanche ripetersi : “staremo a vedere” che era solito suggerire mio padre ai problemi che si presentavano, visto che da due anni a questa parte, sembra andare sempre peggio.
Quindi non so proprio cosa sia meglio fare o proporsi di fare :
se agire, rischiando di sbagliare per fretta e impulsività o attendere e rischiare di sbagliare per troppo ritardo e pacatezza.
Pertanto con urgenza attendo un segno da Dio o da un Ufo … travestito da Trump !