Tanti Auguri al mio piccolo Hulk !

Auguri piccolino.
Un’altra candelina da spengere insieme.
E nonno Vittorio ci sarà sempre, anche quando sarai grande e magari lontano per lavoro o “super impegnato” nella tua vita.
Sposato e con tanti miei pronipoti vicino.
Perché con te la vigilia di Natale, ha un tutto altro sapore, è veramente un giorno di Rinascita, di Speranza e di Amore.
Oggi sono soltanto 4 e non occorre un soffio particolarmente forte per spengere tutte le candeline, ma ti saremo ugualmente vicini, compresa Nonna Yaya, per applaudire in quel preciso momento che la tua bella faccetta ingenua e sorridente, si mostrerà come a dire : “Visto come sono stato bravo ?”.
Qualcuno si chiederà: perché sei il mio piccolo Hulk e così ho intitolato questo post sul mio blog ?
Perché è il tuo personaggio preferito, di cui fin da piccolissimo hai voluto ti regalassimo ogni cosa : mascherina, guanti, costume … e poi perché hai tanta, tanta, tantissima forza, ringraziando Dio.
Sei un bambino bellissimo e buono, ed hai la particolarità di non scontentare nessuno, perché somigli un pò a tutti noi, di ciascuno hai preso qualcosa, e naturalmente il meglio.
Gli occhi e il sorriso di Papà Claudio e nonno Riccardo, la bocca e le manine di Mamma Vanessa, l’ovale e i capelli di nonna Fabiola, la grande simpatia di nonna Anna e il “capoccione” mio, con la stessa grandezza, tenacia e prontezza.
Quando sono con te e vedo costanti i miglioramenti e i progressi che fai, nell’espressione, nel disegno, nel pensare e ricordare, capisco che come l’alberello di limone che ho in giardino e che ti ho dedicato, anche tu cresci e prosperi in base all’acqua e alle cure che ricevi.
Sei la nostra piantina preferita, da proteggere dal freddo e dal buio di questi ultimi anni.
Anni nei quali i bimbi non rappresentano più il futuro e il bene, anime libere da rispettare, ma soltanto soldatini da inquadrare e irregimentare, pecorelle da mettere al più presto nell’ovile del “tuttapposto”.
Possibili pensatori e coscienze autodeterminate che oggi danno fastidio.
Ma prima di importunare e creare problemi a te e alla tua piccola sorellina Ely, avranno a che fare con questo povero vecchietto, che stanotte ti stupirà ancora … travestito da Babbo Natale !
Ti bacio sulla fronte e dato che mentre scrivo questo messaggio, è notte fonda e tu starai ancora dormendo, ti auguro di sognare un bellissimo viaggio con me e nonna Fabiola al tuo fianco, nell’aereo della fantasia, diretto verso il mondo della gioia e della felicità.
Buon Compleanno piccolo omino verde.

Resoconto di un’estate.

Un estate calda, sotto tutti i punti di vista, con l’anticiclone delle Azzorre “perso” in qualche punto dell’Oceano Atlantico e con “Lucifero”, quello Africano, protagonista assoluto, con ondate di calore e afa sempre più soffocanti, specie al Sud dove si boccheggiava pure in spiaggia.
Una estate coi suoi tormentoni musicali, come tutti gli anni, con Loca, Pistolero, Movimento lento, Malibù, Boca, Cinema e … Mille della rediviva Orietta Berti, con Lauro e Fedez.
Siamo tornati al ristorante, con tutti i limiti della circostanza, e abbiamo assistito alla stentata ripresa di qualche attività commerciale, a differenza dell’estate precedente, quella del 2020, che fu preceduta da 70 giorni di lockdown assoluto e che non partì proprio.
Perché questa è stata anche “l’estate in sicurezza”, quella dei peraccini a gogò.
Al mare, ai monti, in camper, nelle discoteche, ai mercati, ovunque ci si trovasse per gioco, vacanza o per lavoro.
C’è stata pure la parentesi “ridanciola e spensierata” degli Europei di calcio e delle Olimpiadi giapponesi, in cui ci hanno fatto vincere tutto il possibile, eppoi con una delle più classiche inversioni a “U”, siamo tornati col morto sulle spalle, perché anche in questi tre mesi, di giugno, luglio e agosto, in spiaggia, in montagna e in tutte le case italiane, l’argomento principe è stato sempre e solo il Covid, tirato a lucido e rampante, con la sua nuova variante Delta ; su come non prenderselo, su come non trasmetterlo, su come non schiattare ma, e soprattutto, su quale intruglio era meglio farsi iniettare, perché superiore (o meno nocivo) degli altri.
Con tanto di prenotazioni e disdette, fino a conquistarsi il cocktail preferito.
Ma ricorderemo questa estate anche per il passaporto verde.
Il certificato cartaceo o digitale, che ha diviso (e continua a dividere) in due, gli oltre 60 milioni di pecorelle e abbacchi nostrani.
Per il momento è green, verde, ma andando avanti nelle punturine al deltoide, non è detto che cambi colore in base al percorso e ai buchi ricevuti e certificati.
Come le cinture dello judo.
Per cui ci saranno passaporti bianchi, gialli, arancioni, verdi, blu, marroni, fino ad arrivare a quelli “neri” per i maestri-zombie della siringa.
Quelli che avranno mutato in ragione della scienza il proprio Dna, l’Rna, i globuli rossi, i bianchi, e chi più ne ha, più ne metta.
Viva l’estate, Viva il mare, Viva la montagna … ma al prossimo Ferragosto … ci saremo ????