Il mito delle due sorgenti

Secondo lo scrittore e geografo greco Pausania il Periegeta, nella regione agricola della Beozia (da lì l’aggettivo “beota” o stupido, villico), si trovava l’antro di Trofonio, che era uno degli accessi agli Inferi e dove per entrare era necessario prima bere da due sorgenti.
Una dedicata a Lethe, per dimenticare la vita umana e la seconda consacrata a Mnemosyne, per conservare in memoria ciò che si sarebbe appreso nell’altro mondo.
Il visitatore dopo aver bevuto ad entrambi le acque, penetrava nella “bocca oracolare” introducendovi prima i piedi e poi le ginocchia, mentre il resto del corpo veniva “spinto a forza”.
Dopo qualche tempo in stato di semi-incoscienza, il paziente veniva tratto fuori dagli aiutanti dell’oracolo e fatto sedere sul trono della Memoria.
Usciva dallo stato comatoso, riprendeva la facoltà di ridere e poteva uscire con il responso sul suo futuro.
É evidente in questo mito, il rito di iniziazione : una sorta di “clausura”, l’ingresso in un mondo estraneo (il mondo del sonno ha, nella cultura greca, forti legami con la morte), per poi far ritorno dalla “Pianura dell’Oblio” alla quotidianità, completamente “rinati”.
La salvezza e l’unica via d’uscita a questo biennio di autentica pazzia collettiva, potrebbero essere proprio le sorgenti di Beozia, dove andare tutti in fila ordinata.
Prima una bella tazza di acqua Lete (no quella in bottiglia di plastica verde), per dimenticare i morti, le situazioni critiche e tutti gli orrori che ci hanno fatto vivere i nostri leader mondiali in questo biennio di vita buttato via, e subito dopo una bella sorsata di Mnemosine, per tenere a debita memoria, per tutte le vite a venire, fino a che punto abbiamo reputato “nuova normalità”, la cretinagine e la stoltezza di questi giorni, in cui abbiamo fatto tutto e il contrario di tutto a tamburo battente.
Con ordini e imposizioni, per altro impartiti da omuncoli e nullità, che abbondano davvero dalle nostre parti.
Buona bevuta !!!