Click e cambio vita !

Quando la tua vita è divisa tra una moglie e due figli con cui stare, i genitori da accontentare e un lavoro stressante per garantire benessere e sopravvivenza alla famiglia, quello di cui avresti bisogno è proprio un telecomando, con il quale manipolare la realtà, mettendo in pausa, andando avanti veloce e rivedendo (e rivivendo) le scene fondamentali della tua vita.
Questa in buona sostanza è la trama di un film americano del 2006, trasmesso oggi pomeriggio dalla 8TV : “Cambia la tua vita con un click”.
Un incubo riuscito, quello cioè, di poter scegliere la propria vita, il proprio spettacolo, come si fa la sera davanti al televisore.
Il protagonista Michael, interpretato da Adam Sandler, accelera e ritarda il presente, con la possibilità di uscire dalle situazioni scomode, o col tasto rewind, di poterle rivivere del tutto, per correggerne gli errori del passato.
Peccato che non è tutto oro quel che luccica, e l’architetto lo imparerà a sue spese, capendo che la soluzione ai suoi problemi, non è il magico telecomando, che per altro sfugge al suo controllo e lo fa correre sempre più verso il futuro, facendogli compiere salti di decine di anni di vita.
Così, egli non potrà assistere alla crescita dei figli, che intanto conducono già una loro vita ; senza neanche saperlo scopre di aver dedicato tutta la sua vita al lavoro, motivo per cui la moglie Dana lo lascia, per risposarsi con Bill, l’ex allenatore di nuoto del figlio Ben.
Ma ancor più tragico è il fatto che col trascorrere immediato degli anni, Michael non è potuto stare in compagnia del padre, che intanto muore di vecchiaia.
Un film che fa riflettere e che punta il dito sul rapporto che abbiamo col tempo ; col presente, col futuro e con il passato.
Quante volte ci chiediamo cosa sarebbe accaduto se avessimo fatto quella cosa non fatta, o se avessimo rifiutato quell’invito che ci ha cambiato la vita.
Se potessimo rivivere un episodio per dirigerne lo svolgimento o cambiare il corso delle cose.
Ma non abbiamo quel telecomando e aggiungo “fortunatamente” viviamo, potendo fare solo il nostro meglio per non andare a sbattere contro gli scogli della vita o arenarsi nelle sue secche.
Perché anche il continuo bivio delle nostre scelte, rende questa vita, la cosa più bella che ci potesse essere concessa.

Mannaggia er core

A volte il binario tranquillo della vita che predilegiamo, quello sereno del ciuf, ciuf, che conosciamo da anni, si incrocia con qualche binario che ci porta verso una meta completamente diversa e verso stazioni che non ci piacciono affatto. Perché tutta la nostra esistenza, la possiamo paragonare ad una stazione ferroviaria, piena di binari e scambi. Il binario è il nostro libero arbitrio, la scelta che di volta in volta dobbiamo prendere e nel momento in cui la prendiamo, non ci accorgiamo granché della differenza: i binari, in fondo, continuano a correre l’uno vicino all’altro, senza che si possa davvero dire quale sia la loro destinazione finale. Ma in un secondo tempo, man mano che ci allontaniamo dalla stazione, ecco che iniziamo a trovare i vari “scambi”, che invece prescindono da noi e dalla nostra volontà, e sono rappresentati dal caso (che qualcuno chiama destino), e allora i diversi binari iniziano a separarsi nettamente, e più trascorre il tempo e più comprendiamo che la scelta fatta e il caso fortuito, ci stanno portando verso una meta completamente diversa da quella degli altri binari o della direzione originaria che volevamo avere. A me, il primo vero scambio della vita, è toccato esattamente due anni or sono. E da allora mi sembra di aver perso la meta che perseguivo. E il tranquillo trenino ciuf, ciuf a vapore, dei miei primi 55 anni, è diventato una freccia rossa che sfreccia a 300 km orari. Pensieri e azioni che non avrei mai fatto prima, stanno diventando normalità, e passata normalità e quotidianità di prima, stanno diventando eccezione e desiderio in questi giorni. “Mannaggia er core” diceva un mio amico, romano verace, e ora capisco anche cosa voleva significare. Che il cuore, che è sinonimo di vita, è capace di tutto e che “mannaggia a lui” la nostra vita non può mai dirsi preventivabile o pianificata. Ogni battito è decisivo per vivere e morire, per odiare o per amare, per scegliere e rischiare o per restare ignavo e passivo al corso del tempo. Ogni tic toc è una tacca, un binario e uno scambio che ci fa avanzare, cambiare o tornare indietro. Io francamente vorrei tirare il freno di emergenza e rifare il percorso a ritroso, ma credo che il macchinista non sia disposto a invertire il treno e cambiare locomotiva. Speriamo soltanto che questo viaggio duri poco e non mi faccia pagare troppe multe e penalità sul biglietto di viaggio.