Riscaldamento globale?

Ci stanno raccontando che il riscaldamento globale se non facciamo nulla, rischia di sciogliere i ghiacciai perenni, di inaridire le terre temperate e coltivate, di consumare tutte le nostre riserve di acqua potabile.
Eppure quest’anno l’estensione del ghiaccio nel mare antartico, che lo ricordiamo rappresenta la riserva più grande di d’acqua dolce del pianeta – circa il 90% – ha toccato il suo nuovo record : 15,88 milioni di kilometri quadrati dai 14 milioni di 5 anni fa.
Il riscaldamento globale, o climate change, quindi è una balla colossale e forse è vero il contrario, ossia che stiamo andando verso una nuova era glaciale.
E non lo dico io, che faccio il consulente tributario, ma Antonio Zichichi, lo scienziato che per oltre 30 anni, dal 1970 fino al 2000, ha rappresentato la fisica e lo studio dei fenomeni naturali, nel loro più alto momento di espressione.
Anche a costui, è bastato mettere in discussione due dogmi come il darwinismo e il cambiamento climatico, per entrare in disgrazia e diventare lo “scemo del villaggio”.
In un articolo del 5 luglio 2017, su Il Giornale, pur sostenendo che i gas prodotti da automobili e impianti industriali siano nocivi, ha infatti  screditato i modelli del clima teorizzato oggi, affermando che “spendere miliardi di euro sulla base di modelli matematici con decine di parametri liberi e non verificabili, sia privo di senso” (citando il celebre matematico John von Neumann, nel sostenere questa sua tesi), e definendo “ciarlatani coloro che dicono che l’inquinamento, modifica il clima”. Addirittura in seguito consiglió Greta Thunberg di terminare i suoi scioperi ecologici e tornare a scuola ad apprendere le basi dell’ecologia.
Per maggiore conferma ed ulteriore fonte internazionale, citiamo uno studio molto approfondito e subito “affossato” dai media pro riscaldamento globale e pro transizione energetica, nel quale Valentina Zharkova, a capo per decenni del laboratorio astronomico di Kiev, e professoressa alla Bradford University, ha sostenuto nella presentazione al National Astronomy Meeting a Llandudno, in Galles – che l’attività solare calerà del 60% durante il 2030, e andremo incontro ad una piccola glaciazione terrestre, come negli anni a cavallo del 1650-1700, quando il Tamigi rimase gelato e non navigabile per decenni.
Quindi a testimonianza del fatto che se ci raccontano bianco è nero e se ci narrano caldo dobbiamo intendere gelato, per il 2030, termine ultimo dell’agenda di Davos, compriamoci coperte, piumoni e biciclette, perché altrimenti rischiamo di trovarci congelati, con la Tesla inchiodata fuori casa.

Non sono un terrapiattista … ma …

Credo sia inopportuno dopo 6 secoli di storia, dubitare sulla Terra rotonda o interrogarsi sul suo movimento intorno al Sole, contrapponendo il tutto ad un pianeta fatto come una pizza napoletana col cornicione alto e ad una stella infuocata all’interno del suo nucleo.
Quindi non sono assolutamente un terrapiattista, né un seguace delle tante ipotesi di astronomia strampalata, che dall’800 vorrebbero rimettere tutto in discussione.
Ma devo riconoscere che molte cose del nostro pianeta, non trovano esatta corrispondenza con quello che i maestri prima e i professori poi, ci hanno inculcato come dogmi evangelici, nel nostro percorso scolastico da bambini.
Oggi stavo studiando il Polo Sud o Antartide, un luogo del nostro pianeta che credevo essere soltanto un’enorme distesa di ghiaccio, popolata da pinguini, foche, leoni marini e skua (grandi uccelli molto simili ai gabbiani).
Non sapevo ad esempio, che gli orsi bianchi, che popolano l’Artide, qui non esistono (tranne pochi esemplari presso la base Concordia, sotto l’Australia), e neanche che la superficie emersa, a parte i ghiacciai perenni, equivale ad un quarto continente terrestre, come estensione.
Credevo ci fossero temperature incredibilmente inospitali e invece ho letto che a Dicembre, l’opposto esatto che da noi, il clima è dolce e si arriva a misurare un “mite” -10°C. Più o meno l’inverno sulle piste da fondo ad Asiago. E a febbraio scorso, sulla costa settentrionale, vicino al Cile, si passeggiava a 20°C con cielo terso. Per poi precipitare a Giugno di ogni anno, la stagione più fredda o nelle zone più interne, fino a -70°C.
Ho scoperto che su Google Earth ci sono immagini di visitatori in giacca a vento senza guanti, né cappello, vicino al mare coi blocchi di ghiaccio.
E non sapevo che proprio tutto quel ghiaccio fosse di acqua dolce, rappresentando il 90% dell’acqua potabile del mondo. Quando mezza Africa muore di sete.
Mi è sembrato incredibile leggere sui nostri quotidiani online, che a Ottobre 2020, sull’intero continente antartico, era stato rilevato il più grande “buco dell’ozono” terrestre, che avrebbe causato sciagure e calamità naturali, indicandone la causa nel riscaldamento globale, e che inspiegabilmente due mesi dopo, a Dicembre, il buco non c’era più.
Perché si era richiuso da solo.
E ancora, che nonostante l’inquinamento e l’effetto serra, il Polo Sud ha una temperatura media che nel corso degli ultimi decenni è scesa di quasi 2 gradi (da -48 a -50).
Ho appreso che dagli anni ’60 esiste un divieto di sorvolo del Polo Sud e che ogni esplorazione organizzata, per verificare ipotesi fantasiose o pseudoscientiche, come quella di una zona temperata e lussureggiante al suo nucleo, sia stata sempre boicottata e annullata, dai 19 stati firmatari del “Trattato Antartico”.
Stati diventati nel frattempo 53, nel corso degli ultimi decenni.
Che in oltre 60 anni, le traversate e le esplorazione del Polo Sud, si contano sulla punta delle dita di due mani.
E strano a dirsi, che mentre si sono trovati finanziatori miliardari per lo spazio e le avventure più disparate in altre parti della Terra, per il Polo Sud, nessuno si è mai fatto avanti.
Che gli Usa hanno una supremazia mondiale su queste terre desolate, e che disciplinano gli accessi e le visite delle altre nazioni.
Ad esempio non permettono di approfondire o comparare rilievi fotografici di decenni passati con quelli attuali, coprendo intere aree con sbarramenti top secret e con immagini secretate.
Non permettono di investigare su presunti “buchi” o gallerie sotterranee, e sorvolano sulle inchieste verità russe e cinesi sul ritrovamento di basi e relitti di veicoli non identificati, che testimonierebbero l’esistenza di creature extraterrestri.
Insomma i Richard Branson, proprietrio della Virgin e gli Elon Musk, padrone di Testa, pianificano di sbarcare su Marte, mentre il nostro pianeta resta una incognita gigantesca per il 99% dei suoi abitanti.
E nel frattempo meglio dire (e studiare) che Poli = ghiaccio e gelo, senza tanti trip mentali, perché  Galileo Galilei, diventò cieco per difendere la sua verità e francamente oggi … non ne vale la pena!