Più loro e meno io

Ho sentito interventi a bizzeffe da parte di politici e sanitari che si preoccupano tutti i giorni della nostra salute. “Attento a questo, attento a quello, lavati le mani, fai questo e fai quello …”. Sempre preoccupati della nostra febbre, di eventuali influenze, di contagi e consigli sulla nostra salute. Ed ora anche di quella dei nostri bambini, dei nostri figli e nipoti.
Premier, Presidenti di Regione, Sindaci, scienziati e medici illustri.
Senza sosta.
Dalle 7, orario del primo notiziario, alle 24, orario dell’ultimo, tutti i santi giorni.
Su tutte le reti.
A questo punto penso che sono fatto male.
Perché più si preoccupano loro e meno gli credo io …..

La gente come noi …

“La gente come noi non molla mai”. Lo ripetevano e tutt’ora lo gridano a mò di mantra, i portuali del molo di Trieste e non solo.
E in pochissimi giorni è diventato l’inno dei non rassegnati al vaccino e dei no Green Pass.
Anche Mario Giordano, lo mette nei suoi siparietti televisivi la sera.
Ma l’autore di questo grido di protesta, aveva ben altri intendimenti.
Nel 2014 infatti, tal Maurizio Affuso (in arte “Ha Fuso”), in quel di Macerata Campania, in provincia di Caserta, scrisse il nuovo inno per la JuveCaserta di Basket.
Testo spiccatamente sportivo, lontanissimo da ogni fine morale o incoraggiamento ideale per la difesa dei diritti e dei sentimenti di libertà.
E fa strano che un inno simile, del tutto sconosciuto ai più, nonostante i molti download dei tifosi locali, sia stato adottato addirittura in Isreale e nelle maggiori piazze italiane.
Della serie, non mi frega un piffero del testo o della motivazione delle parole, quanto del motivetto che fa : “Du du, du du … du du, du du … Dufour”.
Peccato che al bel canto non sono seguiti i fatti.
Di Trieste non se ne parla quasi più, silenzio tombale sui cortei di Milano, Torino e Roma, e in questi giorni con l’opportunità di sfruttare il palcoscenico mondiale con il G20 nella Capitale, il disco è rotto, le trombe tacciono e le grida, restano solo quelle “manzoniane”.
Ancora una volta lo spettacolo è terminato, e buoni, buoni, ci incammiamo in fila a pagare il biglietto che ci avevano promesso gratuito a inizio pandemia.
Bisognerebbe chiedere a Ho Fuso, di modificare il nostro motto, per motivi di copyright :
“La gente come noi … non lotta mai!”