La verità dei Tampon test.

Ieri, il noto influencer Gregis, in quel di Tenerife, ha “sdoganato” uno di quei tamponi per l’autotest antigenico rapido del Sars Cov2.
Praticamente il modo migliore di rovinarsi la giornata (e la vita), preferito da milioni di occidentali, con il primato assoluto degli italiani su tutti.
È partita infatti a fine cena, con degli amici, la preliminare analisi dettagliata, con tanto di ripresa video, delle indicazioni della confezione di un tampone rapido, della lettura dei suoi componenti, della casa produttrice e dei vari certificati di garanzia internazionale.
Poi è seguita l’apertura del blister, con l’inventario della minuteria inserita : spiegazioni multilingue, cotton fioc, boccette sigillate con liquido di reazione, test in plastica con cartina tornasole all’interno.
Liquido testato : un bicchierino di grappa barricata a fine pasto.
Le considerazioni fatte ad alta voce, passo, passo dei vari momenti, fino al risultato / “rivelazione” delle stanghette colorate, erano comiche e tragiche nello stesso tempo.
La prima eccezione veniva mossa al paese produttore del “pacco” : tutto naturalmente e rigorosamente … cinese, con scritte incomprensibili e misteriose.
Quindi sottinteso arrivava il pensiero maligno e cattivo, che proprio la nazione che ha appestato il mondo, è anche quella che sta traendo i maggiori ritorni economici da tutta questa vicenda paradossale. Poi la qualità pessima dei materiali e la loro impossibile sterilità, viste le guarnizioni, le sicurezze igieniche e gli imballi, praticamente paragonabili alle “pesche” vendute ai bambini nelle edicole.
Quindi la tipologia assolutamente discrezionale dei campioni prelevati per il test, per cui ogni liquido è testabile, dalla grappa al piscio, dal sudore alla coca cola.
Infine la comica terminale della cartina tornasole, interna al plasticotto finale, che “certifica” o meno, la malattia dell’esaminando, dopo i fatidici 10 minuti di attesa febbrile.
Sul prezzo si è preferito stendere un pietoso velo, visto che si trovano dai 2 euro ai 25, praticati dalle farmacie per gli stessi prodotti.
La riflessione finale, è che resta dannatamente ridicolo che abbiamo perso tre anni della nostra vita, a causa di questi tamponi per le bambole, questi infernali giochetti asiatici.
Autentici “pacchi cinesi”, che sono serviti, in primo luogo per dimostrare l’esistenza del virus e subito dopo come “pezza a colore” per assentarsi dal lavoro con giustificazione validissima, vistata e autorizzata direttamente dai Ministeri dei Migliori.
Miseri cotton fioc, che hanno fatto fallire migliaia di imprese, causato contenziosi e processi, originato centinaia di arresti e sanzioni, prodotto morti e suicidi.
Potrebbe parlarsi a ragione, di Psicosi collettiva all’autodistruzione, che ha fatto leva sul passatempo preferito dagli europei, quel “Gratta e Vinci”, che in questo caso, sarebbe più opportuno e profetico chiamare “Infila e Perdi” !!!

Wikipalla sa tutto!

Invece di chiamarla “Wikipedia”, facendo assumere ad essa, il valore di “verbo”, di verità assoluta, soprattutto per le nuove generazioni, sarebbe meglio rinominarla “Wikipalla”, considerati i tantissimi errori più o meno voluti, le correzioni, le censure e gli autentici stravolgimenti, anche sostanziali, che ne costellano e ne minano le pagine. 
Lanciata da Jimmy Wales e Larry Sanger il 15 gennaio 2001, inizialmente nell’edizione in lingua inglese, nei mesi successivi ha aggiunto edizioni in numerose altre lingue, tra cui la nostra.
Sanger ne suggerì il nome, un mixer nato dall’unione della radice “wiki” (veloce in hawaiano) al suffisso “pedia”
 (da enciclopedia) per giungere al concetto di “cultura veloce”.
Con più di 55 milioni di voci, in oltre 300 lingue, è l’enciclopedia più grande mai scritta, è tra i dieci siti web più visitati al mondo, e costituisce la maggiore e più consultata opera di riferimento generalista su Internet.
Sappiamo che questa fonte di sapere da cui attingono tutti, è controllata a livello mondiale da un gruppo di “ex” agenti dell’MI6 britannico, e che il governo israeliano modifica tutte le voci relative alla storia, ai Paesi e ai protagonisti del Medio Oriente, ma oggi il “Frankfurter Allgemeine Zeitung”, un quotidiano tedesco, rivela che i funzionari tedeschi sono intervenuti a più riprese, per adattare l’enciclopedia on line, alla propria ideologia, modificando non soltanto voci relative a questioni politiche (come la dipendenza dal gas russo), ma prendendo di mira anche varie personalità, nonché giornalisti internazionali.
Di fatto una coperta corta che ognuno tira a proprio piacimento.
Addirittura si riporta che, sia il
Servizio Federale Tedesco per la Sicurezza dell’Informazione, e sia quello dei servizi interni, hanno fatto oltre 17 mila modifiche su Wikipedia non verificate a posteriori.
Pertanto la verità su Wikipedia é una verità “fluida”, mutevole a seconda dei contenuti e delle lobby al potere.
La conoscenza piegata alla convenienza del momento.
Io stesso ho verificato ad esempio che la voce “polmonite interstiziale idiopatica”, che prima del Covid era “infettiva” e quindi trasmissibile, nel post Covid é diventata “non infettiva” evidenziato in grassetto.
Per sottolineare che le polmoniti naturali o con origine incerta (e il più delle volte con esito nefasto), non hanno nulla a che fare col Covid.
Oppure il nuovo “Vaiolo delle Scimmie, che da “difficilmente trasmissibile da uomo a uomo”,  è stato aggiornato come “altamente trasmissibile col semplice contatto”.
La Nuova Scienzha, come ironizza Greg, quella che stravolge ipotesi e tesi, ed arriva alla “vigile attesa” del nostro eccellente Ministero delle Malattie.

MPV o Monkeypox

Dopo Uk, Portogallo, Usa e Spagna, ora anche l’Italia registra i primi casi di Monkeypox, o “vaiolo delle scimmie”, un’infezione causata da un virus della stessa famiglia del vaiolo, ma che si differenzia dal vaiolo stesso per la minore diffusività e gravità.  
È di fatto una malattia conosciuta dal 1958, ma finora tranne zone endemiche, non aveva mai avuto l’onore di viaggiare nel mondo.
Secondo gli esperti, i due virus sarebbero “cugini” in quanto discendenti da un virus comune, quello del vaiolo bovino.
Ma MPV è stato identificato per la prima volta in Europa, in scimmie provenienti dal Sud-Est asiatico.
La trasmissione può avvenire anche da uomo a uomo, ma è molto difficoltosa, e il vaccino contro il “vecchio vaiolo”, quello che fu inoculato a milioni di individui nello scorso secolo (ed il mio braccio sinistro ancora lo ricorda con la pustola a rilievo rimarginata), “potrebbe forse” essere utile nelle persone a rischio.
Tutto un “chissà, potrebbe essere, forse, vedremo, non sappiamo ancora!”.
E indovinate invece chi ci ha avvisato, nel novembre 2021, di un possibile attacco terroristico con questo virus ? Lo stesso “signore” che ha messo al sicuro il suo brevetto per i vaccini contro il monkeypox, il SOLITO e PREVIDENTE zio Bill Gates.
Colui che invece sa tutto con anni di anticipo e che nel corso di una simulazione a fine 2021, ci ha presentato una bella cartellina in formato Excel, che ci illustra i prossimi mesi.
Attacco della sinfonia il 15 maggio 2022 (e ci siamo col cronometro), oltre 80 stati infestati a gennaio 2023 con sviluppo di forme “resistenti”, 27 milioni di morti tra un anno esatto, e circa 270 milioni di decessi a fine 2023.
In buona sostanza il mio terrore recondito.
Quello cioè di aver assistito ad un biennio di “Al lupo, al lupo” con un GinoVirus qualunque, di aver fornito materiale di studio e sperimentazione involontaria, ed ora che invece siamo tiepidamente tranquilli, relativamente normalizzati, ricevere a tradimento TUTTI, peraccinati e non, il vero scherzetto senza dolcetto.
La vera peste del terzo millennio.
Dagli stessi che con virus ed antivirus, ci hanno fatto una fortuna, e dagli stessi che come soluzione finale, pensano alla “depopolazione” come la panacea di tutti i problemi del mondo.
Infine la domanda che viene spontanea ; se per il Covid che era una malattia delle vie respiratorie avevamo un tampone per bocca e naso, per il “vaiolo della scimmie” che si ipotizza si propaghi con rapporti omosessuali maschili, il tampone dove ce lo infileranno ?

Il quarto buco.

È un dato di fatto.
Ad oggi la quarta dose, per ora solo raccomandata agli italiani “volenterosi, responsabili e concertativi”, si rivelando un autentico fallimento.
«A milioni stanno per ora declinando l’invito. In un mese e mezzo sono state somministrate infatti soltanto 71 mila dosi. Un vero e proprio flop!», come ha sottolineato Nino Cartabellotta, presidente di Gimbe, la fondazione che fornisce al governo italiano dati e strategie in merito alla pandemia.
Si tratta di un esito «alimentato dal senso di diffidenza per il nuovo richiamo».
Per questo motivo la seconda dose booster, alimentata anche dalla fuga di molti cittadini dalla terza, procrastinata finora o rifiutata del tutto, «non può essere affidata esclusivamente all’adesione volontaria, ma richiede strategie di chiamata attiva!», ha affermato Cartabellotta, lasciando intendere l’apertura verso già provate forme di obbligo vaccinale per aumentare le somministrazioni.
Si torna anche in questo caso a fregarsene bellamente dei diritti individuali alla persona ed alla salute, da parte di questi pseudo scienziati al servizio di Big Pharma.
Per il momento, quindi dall’esito della campagna vaccinale, emerge chiaramente la reticenza dei cittadini a sottoporsi a un nuovo ciclo.
Una realtà che percorre il Paese da nord a sud.
In Campania, dove si è scelto di non ricorrere alle prenotazioni, si sono presentate la miseria di 164 persone, su una platea di 300.000 soggetti vaccinabili.
In Lombardia, invece le prenotazioni ammontano a circa 11.000, su un totale di 830.000 interessati.
Numeri leggermente migliori, certo, ma pur sempre meno di un cittadino su 80.
Qualcuno sostiene che gli italiani si siano finalmente svegliati.
Qualcun altro, invece, pensa che gli italiani correranno come sempre a farsi la quarta dose, a ridosso della  scadenza del loro Green Pass.
Entrambe le ipotesi soffrono, a mio avviso della mancata considerazione della più pura e semplice ragione, del clamoroso flop della quarta dose, ossia che la gente non ha più paura del Covid !!!
La paura della morte evocata dalla guerra, sta fatalmente assorbendo la paura di morire di Covid.
È non servirà neanche fargli assumere la periodicità del vaccino antinfluenzale, o un altro nome, perché gli effetti avversi dei primi buchi, sono ormai impietosamente sotto gli occhi di tutti.
Questo pericolosissimo “bug” nell’agenda mondialista, non ci voleva proprio, perché con ripetizioni, facsimili e repliche di provvedimenti già adottati e di fatto dimostratisi inutili, rischia ancor di più di svegliare nuovi dormienti.
Sempre più incazzati !!!