Ci sarà un tempo

Ci sarà un tempo, forse, per riflettere approfonditamente su quello che stiamo vivendo. Qualcuno, certamente più bravo di noi, ci scriverà un libro.
Un libro che entrerà nelle scuole, muoverà dibattiti e convegni e farà guadagnare un mucchio di soldi a quel qualcuno che, magari, in questa fase, ci ha cannibalizzato, sfottuto, criticato, ma è stato anche abbastanza furbo, da non esporsi troppo e non lasciare tracce sui social o in pubblico.
Qualcuno che, al momento opportuno, fingerà di essere stato sempre dalla nostra parte.
E che verrà anche creduto, probabilmente osannato come un eroe della resistenza, dagli stessi che oggi osannano Fauci, i tecnocrati e lo spietato apparato discriminatorio al Governo.
Quel qualcuno dirà quello che noi diciamo in queste sere, senza essere creduti da nessun altro se non da altri brutti, cattivi e reietti come noi, che per altro sono sempre di meno, ogni giorno che passa.
E ossia che il nazismo che emerge dal pensiero e esce dalla bocca di molti esponenti del sistema, in questa fase, ha avuto una lunga gestazione nei decenni precedenti.
Ed è stato digerito e fatto proprio da una massa violenta, invidiosa e profondamente ignorante.
Il processo di selezione della classe dirigente e di gerarchizzazione delle teorie, è stato accuratamente elaborato e attuato negli ultimi venti, trenta anni.
Non si diventa nazisti da un giorno all’altro.
E nemmeno si diventa stupidi da un giorno all’altro. 
Semplicemente oggi raccogliamo quello che altri hanno seminato da giornali, radio, televisioni, partiti e sindacati.
Ma, come dicevamo sopra, è una verità che altri racconteranno in futuro.
Un tempo in cui sarà facile accoglierla.
Mia moglie, come tanti altri di noi, per me buoni, si lamentano proprio di questo lasso di tempo, che vorrebbero finisse domani.
Purtroppo il tempo non dipende da noi, né dalla nostra volontà e come nascita e morte, lo possiamo soltanto veder scorrere, senza farci nulla.
Ma statene certi che finirà.