La teoria della formica.

Avete presente quando in cucina con l’approssimarsi della bella stagione, si rivedono le formiche ?
Sono insetti che a differenza di mosche e zanzare sono generalmente più tollerate, ma anche loro a volte sono molto impattanti e fastidiose, specie quando assalgono, e non troviamo riparo ad alimenti e bevande zuccherine.
E allora passiamo al contrattacco con DDT e insetticida vari, che con una bella spruzzata fanno piazza pulita e sterminano tutto.
E pensare che in quelle file ordinate e in quei gruppuscoli pullulanti di nero, c’era la formica Antonio, un ingegnere bravissimo, la formica Gina, madre di sei formichini, la formica Pietro, parroco da poco, la formica Anna tintora e la formica Peppe, noto politico del luogo.
Una spruzzata e via.
Senza onori e senza colpa, tutti stecchiti nel raccoglimondezza.
Ecco io credo che quando ci raccomandiamo a Dio o comunque ad una entità superiore, sortiamo lo stesso risultato della formica Antonio, l’ingegnere, che credeva di essere risparmiato perché buono e ligio alla legge. Quando si spruzza non si vede il documento, né il curriculum vitae. Gli spruzzatori di DDT, non vogliono conoscere i giusti o gli inadeguati, se ne fregano del numero delle formiche e dell’insetticida da usare o quanto spruzzarne.
L’importante è liberare il pavimento dagli insetti e ridurre o sterminare tutta la colonia. E pensare che ci sono pure le formiche “zombie”, poiché un fungo, chiamato foride, infetta il loro corpo propagandosi anche nel cervello.
Allora la formica ammalata si trasforma in una sorta di “morto vivente” che vaga per la foresta equatoriale.
Ad un certo punto, mossa da uno stimolo misterioso, sale sopra ad un filo di erba e aspetta di essere mangiata da un uccello rapace di passaggio.
Il volatile provvederà poi, con le sue feci, a diffondere le spore del fungo “zombifero” e fare altre vittime. Quante strane coincidenze ….