La Domenica “fuiuta”

È un termine della cultura popolare siciliana.
La fuitina o scirratina, era l’atto che facevano due ragazzi, quando i genitori o i parenti di almeno uno dei due, erano contro la loro relazione. Dopo questa fuga breve quindi, la ragazza era “compromessa” e si otteneva l’accordo di tutti per lo sposalizio, che si faceva rapidamente ed in tono ridotto.
Oggi per certo la fuiuta è assai più rara.
E allora vi chiederete cosa c’entra questo termine per la Domenica.
Perché anche la Domenica è scappata !
L’abbiamo persa da quando non ci si ritrova più tutti insieme, genitori, zii, nonni e cugini davanti al cabaret (pronunciato a Roma “gabaré”) di pastarelle di Buon Cristiani, da quando hanno chiuso il cinema Bristol al Quadraro, pieno di fumo e filmetti scadenti, ma divertenti della commedia all’italiana.
E fuggita con la dispersione in più giorni e orari differenti della Serie A, che un tempo puntuale alle 15, seguivamo assopiti in famiglia o dai tavoli dei pic nic, con la radio a transistor appiccicata all’orecchio.
È sparita dalla assenza improvvisa della schedina del Totocalcio, che regalava sogni con sole duecento lire.
È andata via dalla scomparsa della barba fatta e dal taglio dei capelli, che si faceva dal figaro del quartiere, tutti seduti in sala (senza distanziamento), per lunghe chiacchierate e pettegolezzi.
Si è allontanata dalla sparizione dell’ostia e del sermone a mezzogiorno.
È andata via da quando non si va più a trovare i nonni, per passare insieme il pomeriggio e ascoltare le loro storie e i ricordi del passato.
Si è eclissata da quando non si fanno più i compiti del lunedì o di tutta la settimana anticipata, sul tavolo della sala da pranzo pieno di volumi di enciclopedia, quaderni e astucci.
Si è persa da quando non si fanno più le gite fuori porta con l’auto in ebollizione ad euro sottozero.
È morta, è proprio il caso di dirlo, da quando i cimiteri sono lande desolate e deserte.
È assente da quando il papà o la mamma non sono più finalmente con noi, ma al lavoro in supermercato, a servire e incassare come fosse un giorno qualunque.
È morta da quando coloro che la festeggiano, magari con un week end alle Maldive, ci raccontano che : “tutto sommato … è un giorno come un altro !!!”.
Per me quest’anno invece torna ad essere un giorno importante, perché oltre ad essere Domenica è anche il mio compleanno.
E se non fosse per quella pagliacciata delle elezioni politiche, potrei sicuramente cantare, come faceva il buon Mario Riva, che …
“Domenica è sempre domenica,
Si sveglia la città con le campane,
aI primo din-don del Gianicolo,
Sant’Angelo risponde din-don-dan.
Domenica è sempre domenica,
e ognuno appena si risveglierà,
felice sarà e spenderà
‘Sti quattro soldi de felicità.”

Scampagnata in ospedale

Oggi ho accompagnato un carissimo amico all’Ospedale Tor Vergata, da cui mancavo più o meno da quando vi morì mia madre nel lontano 2014.
Per una visita ortottica, quindi non grave, né urgente, ci siamo immersi nella realtà di uno dei più grandi nosocomi di Roma Est.
Oltre a notare subito un incremento impressionante delle auto parcheggiate fuori, ad occupare tutti gli spazi possibili e immaginabili (anche quello della corsa di emergenza della Croce Rossa), c’era un via vai di gente che proprio non ricordavo.
Numeri incredibili fuori e dentro la struttura. Confusione, calca, perfino botte e bestemmie tra coloro in fila.
Tutti, chi più, chi meno, malati o in procinto di scoprire quello che accusavano.
Dentro, il pressapochismo di sempre, aggravato da volontari molto anziani che avevano difficoltà pure a indicare i vari percorsi da seguire per raggiungere la propria specializzazione : rosso, giallo, verde, blu, arancione.
Ecco noi dovevano seguire il percorso arancione, che si snoda in metri e metri di corridoi del piano terra.
All’interno tutti mascherinati, rigorosamente bardati, tranne i ribelli come il sottoscritto, che avevano più di un motivo per mettersela come sciarpetta o direttamente come paragomito.
I dottori a frotte di due o tre, comprese infermiere avvenenti, erano impegnati nel rito quotidiano del caffè e delle chiacchiere da bar, nonostante ai reparti ci fosse l’apoteosi.
Una sofferenza morale più che fisica, con tanti vecchi in fila per impegnare la giornata e confermare quello che già sapevano e curavano da tempo.
Il mio amico, consigliato sempre dai VSV, i “vecchi saggi del volontariato” aveva avuto l’ardire di salire dai medici a visita, senza passare preventivamente per il salasso/ticket di Speranza & C.
Un peccato originale che rischiava di farci fare nuovamente tutta la trafila.
Una volta dentro, tra la calca fuori, le urla, gli strepiti, i numeri monster delle visite da fare, i “provoloni” e i tentati “portoghesi”, si assisteva a visite speedy gonzales, tipo quelle di Alberto Sordi nel “Medico della Mutua”.
“Bene (o male) … sette più !!!”.
Senza neanche una terapia consigliata adatta al paziente, ma quelle “di protocollo”, stilate dai burocrati del Ministero della salute.
Sul recente modello di “Tachipirina e vigile attesa!”.
Oggi andare all’ospedale, come recarsi dal proprio medico di famiglia, presuppone di sapere molto bene, che non si verrà curati, ma soltanto “indirizzati” ad altri esami, altre analisi, altri specialisti.
Un gioco a rimpiattino che mette al riparo da responsabilità, da richieste di danni, da possibili rotture di cazzo di parenti e familiari del malato.
E dal malato stesso che ormai ringrazia anche per un bicchiere d’acqua – nonostante prelievi e spese sanitarie molto gravose – e che paradossalmente, si accoda agli organi di mala-informazione, che definiscono “Angeli della corsia” questa massa indistinta di seri professionisti, ma anche di menefreghisti e operai della vanga.

Votate chi vi pare !

La cosa certa è che tanti resteranno appiedati.
Con la modifica della Costituzione e il classico hara kiri politico, passato tra le cose che si dovevano fare per tacitare le masse e far cessare i malumori del popolo, in questa elezione, storica per tanti punti di vista, passeremo da 945 Onorevoli a “soli” (si fa per dire) 600 scranni dorati.
E guardate che 345 sedie in meno, per chi ha fatto della politica il proprio motivo di vita, sono davvero tantissime.
Molti collezionano legislature dal dopo guerra e alcuni hanno uffici parlamentari personalizzati da decenni, con tanto di foto di famiglia e quadri dedicati dietro la scrivania.
Anche per loro potrebbe scattare la tagliola, anche loro potrebbero scontrarsi con risultati disastrosi che li riporteranno sulla terra.
Oppure a misurarsi in collegi avulsi, dove non sono conosciuti, dove vengono avvertiti come corpi estranei.
Ci saranno teste importanti che si scontreranno con la triste realtà di chiedere, dopo aver per lustri dato e scialacquato a mani basse.
E tutto a differenza del passato, a folle velocità.
Sono elezioni sprint, senza preavviso, con tempi ridottissimi di campagna elettorale e soprattutto pochissimi investimenti di sponsor e mecenati.
Vi ricordate le cene da tre, quattrocento invitati a tavola ?
I pacchi alimentari regalati, le ventieuro a cranio, biglietti omaggio per cinema, teatri o distributori di benzina ?
Beh scordatevele !!!
In tempo di crisi, che ormai dura dal 2011, si vota solo col cuore.
Ed è per questo che infatti non si vota !!!
E stavolta, colpevoli gli influencer che non votano e incitano a non votare, e ancora gli anarchici, i putiniani, i No e Free Vax traditi, gli scoglionati (come il sottoscritto), i delusi e i controtutto, si rischia di scendere sotto quel 50% che sarebbe davvero lo schiaffo definitivo alla credibilità del nostro Paese.
Per questo tutti sono preoccupati di spingere le pecore nell’ovile delle cabine elettorali.
“Votate chi vi pare, ma votate !!!”
Perché sarebbe imbarazzante presentarsi dai propri competitors mondiali, sapendo di rappresentare col proprio partito, a prescindere dalla coalizione vincente, soltanto il 20-25% del 50% della popolazione italiana votante.
In pratica contare solo su un italiano su dieci per le proprie scelte politiche.
E francamente spero di vedere le lacrime amare versate per il momento da un solo ministro, ad un sacco di impomatati e scintillanti conoscenti di quel mondo che per anni, molte volte ha legiferato senza nemmeno leggere quello che approvava.
La ruota gira … e qualche volta non si ferma né sul rosso e né sul nero … lo zero è verde infatti !!!