L’oro come fanfaluca !

In questi giorni si sta parlando di agganciare le monete nazionali al valore aureo, come se questo rappresentasse una reale garanzia di stabilità e ancoraggio ad un bene cosiddetto “rifugio”.
Ma in realtà cos’è un bene in economia e l’oro è in assoluto il bene più prezioso ?
Il concetto di bene economico indica un oggetto disponibile in quantità limitata, reperibile e utile, cioè idoneo a soddisfare un bisogno.
Detto questo siamo proprio sicuri che l’oro rappresenti un bene scarso, utile e idoneo a soddisfare un nostro bisogno ?
Sulla sua scarsità nutro moltissimi dubbi, viste le riserve a tonnellate stipate in tutti i caveau mondiali, gli accessori indossati da ogni popolazione della Terra, le monete, le medaglie e gli oggetti fabbricati da tutti gli Stati.
Lo Stato con il maggior numero di riserve auree sono, ovviamente, gli Stati Uniti.
Il loro totale è di gran lunga davanti a tutte le altre nazioni, con 8.133,5 tonnellate, segue la Germania con 3.369,7 tonnellate, l’Italia con 2.451,80 tonnellate, la Francia con 2.436 tonnellate, la Russia con 2.119,2 tonnellate, la Cina con 1.885,49 tonnellate, la Svizzera con 1.040 tonnellate, il Giappone con 765,2 tonnellate, i Paesi Bassi con 612,5 tonnellate, e l’India con 607 tonnellate, solo per citare i primi 10 paesi mondiali.
Quanto alla sua utilità, nutro analoghi e forti dubbi, visto che altri metalli ed elementi naturali, sono molto più versatili e adattabili del metallo aureo, per ogni applicazione pratica ed utilità quotidiana, e infine sulla soddisfazione dei bisogni umani, non ne parliamo proprio, perché non serve praticamente a nulla !!!
Né a sfamare, né a dissetare, né a soddisfare alcun bisogno necessario e primario dell’umanità.
E allora anche in questo caso ci troviamo davanti all’ennesima “fanfaluca” o panzana raccontataci da chi muove i fili del mondo.
Lo stesso che fa costare di più, quasi il doppio, un litro di petrolio, piuttosto che un litro di vino, nonostante il primo esca da una buca e il secondo necessita di lavoro e impegno a non finire.
L’ oro è una convenzione, un accordo tra potenti, come poteva esserlo l’argento, il rame, il legno, una conchiglia o l’acqua che infatti viene detta “oro bianco”.
Essa davvero rispetta tutti i crismi per essere preziosa ed un bene raro in natura.
Ma qualcuno, più potente di tutti in un ideale tavolo di contrattazione, ha pensato bene di chiudere sull’Oro come ideale e più prezioso bene sul pianeta Terra.
Oggi è cambiato a 55,90 euro al grammo, mentre io ricordo ancora quando facevo i primi regali di fidanzamento alla mia futura moglie e lo pagavo la bellezza (si fa per dire) di 35.000 lire al grammo, equivalenti più o meno a 18,08 euro di oggi.
In 45 anni il suo prezzo è praticamente schizzato, triplicando il suo valore iniziale.
E in tutto questo tempo invece il latte pastorizzato, che costava poco già allora, oggi in rapporto al lavoro, alla fatica, ai sacrifici, le cure per gli animali, il tempo per produrlo e per conservarlo, non costa nulla … 1,50 euro al litro più o meno.
Concludo pertanto citando l’aneddoto di Henry Miller, scrittore e saggista americano, che fa ben capire come si stabilisce il valore delle cose : “Quando la merda varrà oro, il culo dei poveri non apparterrà più a loro.”