Il mito delle due sorgenti

Secondo lo scrittore e geografo greco Pausania il Periegeta, nella regione agricola della Beozia (da lì l’aggettivo “beota” o stupido, villico), si trovava l’antro di Trofonio, che era uno degli accessi agli Inferi e dove per entrare era necessario prima bere da due sorgenti.
Una dedicata a Lethe, per dimenticare la vita umana e la seconda consacrata a Mnemosyne, per conservare in memoria ciò che si sarebbe appreso nell’altro mondo.
Il visitatore dopo aver bevuto ad entrambi le acque, penetrava nella “bocca oracolare” introducendovi prima i piedi e poi le ginocchia, mentre il resto del corpo veniva “spinto a forza”.
Dopo qualche tempo in stato di semi-incoscienza, il paziente veniva tratto fuori dagli aiutanti dell’oracolo e fatto sedere sul trono della Memoria.
Usciva dallo stato comatoso, riprendeva la facoltà di ridere e poteva uscire con il responso sul suo futuro.
É evidente in questo mito, il rito di iniziazione : una sorta di “clausura”, l’ingresso in un mondo estraneo (il mondo del sonno ha, nella cultura greca, forti legami con la morte), per poi far ritorno dalla “Pianura dell’Oblio” alla quotidianità, completamente “rinati”.
La salvezza e l’unica via d’uscita a questo biennio di autentica pazzia collettiva, potrebbero essere proprio le sorgenti di Beozia, dove andare tutti in fila ordinata.
Prima una bella tazza di acqua Lete (no quella in bottiglia di plastica verde), per dimenticare i morti, le situazioni critiche e tutti gli orrori che ci hanno fatto vivere i nostri leader mondiali in questo biennio di vita buttato via, e subito dopo una bella sorsata di Mnemosine, per tenere a debita memoria, per tutte le vite a venire, fino a che punto abbiamo reputato “nuova normalità”, la cretinagine e la stoltezza di questi giorni, in cui abbiamo fatto tutto e il contrario di tutto a tamburo battente.
Con ordini e imposizioni, per altro impartiti da omuncoli e nullità, che abbondano davvero dalle nostre parti.
Buona bevuta !!!

Ci sarà un tempo

Ci sarà un tempo, forse, per riflettere approfonditamente su quello che stiamo vivendo. Qualcuno, certamente più bravo di noi, ci scriverà un libro.
Un libro che entrerà nelle scuole, muoverà dibattiti e convegni e farà guadagnare un mucchio di soldi a quel qualcuno che, magari, in questa fase, ci ha cannibalizzato, sfottuto, criticato, ma è stato anche abbastanza furbo, da non esporsi troppo e non lasciare tracce sui social o in pubblico.
Qualcuno che, al momento opportuno, fingerà di essere stato sempre dalla nostra parte.
E che verrà anche creduto, probabilmente osannato come un eroe della resistenza, dagli stessi che oggi osannano Fauci, i tecnocrati e lo spietato apparato discriminatorio al Governo.
Quel qualcuno dirà quello che noi diciamo in queste sere, senza essere creduti da nessun altro se non da altri brutti, cattivi e reietti come noi, che per altro sono sempre di meno, ogni giorno che passa.
E ossia che il nazismo che emerge dal pensiero e esce dalla bocca di molti esponenti del sistema, in questa fase, ha avuto una lunga gestazione nei decenni precedenti.
Ed è stato digerito e fatto proprio da una massa violenta, invidiosa e profondamente ignorante.
Il processo di selezione della classe dirigente e di gerarchizzazione delle teorie, è stato accuratamente elaborato e attuato negli ultimi venti, trenta anni.
Non si diventa nazisti da un giorno all’altro.
E nemmeno si diventa stupidi da un giorno all’altro. 
Semplicemente oggi raccogliamo quello che altri hanno seminato da giornali, radio, televisioni, partiti e sindacati.
Ma, come dicevamo sopra, è una verità che altri racconteranno in futuro.
Un tempo in cui sarà facile accoglierla.
Mia moglie, come tanti altri di noi, per me buoni, si lamentano proprio di questo lasso di tempo, che vorrebbero finisse domani.
Purtroppo il tempo non dipende da noi, né dalla nostra volontà e come nascita e morte, lo possiamo soltanto veder scorrere, senza farci nulla.
Ma statene certi che finirà.

Emmanuel Goldstein

Costui che veniva raffigurato con frangia e baffetti mozzi, era il nemico supremo di tutto il continente Oceania, nel romanzo “1984” di George Orwell.
Contro la sua immagine, il popolo furioso attuava una pratica collettiva, detta dei “due minuti d’odio”, che consisteva nel riunirsi “spontaneo” degli astanti, sui posti di lavoro, negli incontri di partito, ovunque era possibile e, al segnale emesso da altoparlanti, dinanzi a un teleschermo che proiettava immagini del nemico supremo, iniziare a dare in escandescenze, ad inveire contro “Goldstein” e si arrivava a lanciare oggetti contro il teleschermo, imprecando, colti da implacabile rabbia, sotto lo stretto controllo di incaricati del partito.
Chiunque manifestava segnali di eterodossia, o perfino micro-espressioni facciali, non consone al contesto, veniva subito considerato come un possibile traditore, dalle spie mischiate nel pubblico.
In realtà “Goldstein” rappresentava una valvola di sfogo dell’aggressività dei cittadini, e un modo per individuare un “capro espiatorio” da demonizzare, addossandogli la colpa delle difficoltà della vita quotidiana.
Oggi le vittime sacrificali preferite dal popolo e additate dal Grande Fratello come responsabili del fallimento Italia, sono i “NoVax”.
Coloro che per ironia della sorte, pur essendo sani ed in buona salute, testata da tamponi e vita ormai “eremitica”, solitaria e isolata dal mondo, sono additati come gli unici e soli “untori” del Covid19.
Ed anche per loro, è ormai d’uopo, il rito dei “minuti d’odio”, pure se sarebbe più calzante parlare di ore d’odio, anzi di giorni, di mesi d’odio.
Perché l’infamia ai NoVax, ormai, è uno sport nazionale, con tanto di campioni e primatisti mondiali, tanto nei politici, che nei medici, che negli esperti di informazione.
Per il potere avere un nemico da agitare alla folla, e con il quale sobillarla, è stata sempre una carta vincente.
Mettere un simulacro tra loro e il popolo, li ha sempre preservati da rivoluzioni e teste mozzate, per troppa esposizione, dopo l’insegnamento della presa della Bastiglia e il Terrore francese. Ormai è del tutto evidente che la sanità a questo punto non c’entra nulla, se è sufficiente non essere consoni al sentire comune, per venire considerati come autentici terroristi e attentatori, come in 1984 di Orwell, venivano valutati gli appartenenti alla “Confraternita”. Speriamo soltanto di non avere a che fare presto, anche con la “Psicopolizia”, perché nel romanzo non era noto a nessuno cosa venisse fatto alle persone catturate dagli agenti. Veniva soltanto detto che le persone sparivano semplicemente, e sempre di notte. Si arrivava a negare l’esistenza stessa della tale persona, a cui viene applicata una vera e propria damnatio memoriae,  eliminandone ogni riferimento anche in registri e documenti ufficiali, ossia qualsiasi prova che potesse oggettivamente dimostrare che il dissidente fosse mai esistito. Più che un auspicio ormai è un’autentica speranza !

La saggezza del Bonaparte

Napoleone è stato un grande stratega militare, un generale illuminato, un indiscusso estimatore di arte e di bellezza.
Ma che ci abbia lasciato un capitale di poche stringhe, piene di significato, perle di vera saggezza, penso siano in pochissimi a saperlo ed averlo studiato sui libri di scuola.
Invece trattiamo di un capitale immenso, incommensurabile.
Napoleone non è certamente Confucio, con le sue massime e i pensieri filosofici, per altro mai scritti, ma raccolti dai suoi discepoli nei Dialoghi, ma il suo insegnamento al mondo, terra terra, è quello di rendersi conto che al nostro interno possediamo delle risorse formidabili, che non vengono utilizzate perché l’uomo sceglie troppo spesso di essere mediocre e pusillanime, quando nel mondo (di oggi in particolare) è indispensabile dotarsi di attributi e dimostrarlo giorno dopo giorno coi fatti.
In una veloce raccolta mi è gradito sottoporvi le seguenti riflessioni :

“Non interrompere mai il tuo nemico quando sta commettendo degli errori.

Il coraggio non consiste nell’andare avanti quando sei in piena forza, ma nell’andare avanti quando non ce l’hai proprio.

In politica la stupidità non è un handicap.

Se vuoi capire chi guida il mondo, vai a vedere le sue letture preferite.

La storia è una serie di menzogne sulle quali più gente si è accordata.

La storia è sempre scritta dai vincitori.

Per governare il mondo non puoi essere privo d’immaginazione.

Se pretendi che una cosa sia fatta veramente bene, falla direttamente da te.

Niente al mondo è più difficile e prezioso che essere in grado di decidere.

Le sole vittorie che non lasciano strascichi e dispiaceri, sono quelle vinte sull’ignoranza.

Il miglior modo per mantenere le tue promesse è quello di non farle.

Gli uomini sono mossi da due motivazioni-chiave che sono : la paura e il danaro.

Il mondo soffre molto non per la violenza della gente malvagia, ma per il silenzio della gente buona.

Chi teme di essere conquistato è sicuro della sua sconfitta.

10 persone che parlano fanno più rumore di 10 mila che fanno silenzio.

La morte non è niente, ma vivere una vita fatta di sconfitte e priva di gloria, è una morte continua.

Gli uomini sono facilmente governabili tramite i loro vizi, più che mediante le loro virtù.

Tu non sei più alto di me, sei soltanto più lungo.

Io odio l’illusione, ed è per questo che accetto il mondo così com’è.

Dà all’uomo il potere e scoprirai chi egli è veramente.

Scaricati di ogni tua preoccupazione non appena ti liberi dei tuoi vestiti per la notte.

La musica ci dice che la razza umana è più grande di quanto pensiamo.

La gente da temere non è quella che è in disaccordo con te, ma quella che è in disaccordo e che ha paura a dirtelo.

La vittoria appartiene a chi sa essere perseverante.

Il modo sicuro per rimanere povero, è quello di essere onesto.

La gloria è soggetta ad alti e bassi, ma l’oscurità rimane per sempre.

Un vero uomo non odia nessuno.

La migliore cura per il corpo è quella di possedere una mente quieta.

I più grandi pericoli si corrono al momento della vittoria.

Un trono è soltanto una panca ricoperta di scintillante velluto.

Ricopri sempre la tua mano di ferro con un guanto vellutato.

Richiede molto più coraggio la sofferenza che la morte.

Sono venuto al mondo credendo sempre al peggio.

La gioia di vivere sta nel pericolo.

La guerra è un affare di barbari.

Il governo non è niente se non è supportato dalla pubblica opinione.

Imposto sempre i miei piani di battaglia per lo spirito dei miei soldati sacrificati.

Esistono così tante leggi che nessuno è sicuro dal rischio di impiccagione.

Non serve cercare fonti della malizia, quando ogni cosa si spiega con la stupidità umana.

Gli uomini mediocri e di bassa lega esercitano la propria memoria, più che il loro giudizio.

Un folle ha un grosso vantaggio sulla persona educata: è costantemente contento di se stesso.

Esistono due modi sicuri per controllare la gente: il primo è il guadagno personale e il secondo è il danaro.”

Grazie Napoleone a buon rendere !!!