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Asia? No, grazie !

È veramente un altro modo di intendere la vita. E il brutto, anzi il drammatico, è che per il grande valore economico che ha assunto nell’ultimo ventennio, il continente asiatico sta emergendo come guida politica e spirituale del mondo intero, che si “spertica” per ingraziarsene i vari leader.
Ma il loro è un altro concetto di esistenza, una vita del tutto aliena, lontana anni luce da ogni confronto con quella occidentale.
Hanno governi dittatoriali tra i peggiori della Storia, seppur dipinti “popolari e democratici” dai media e dalla pubblica informazione; subiscono restrizioni e umiliazioni di libertà da sempre, ma col sorriso sulle labbra; per migliaia di anni non si sono mai ribellati all’ordine costituito; il 95% della popolazione asiatica non ha mai viaggiato fuori dal proprio luogo di nascita (nel senso stretto); sopportano la fatica e il lavoro 24 ore al giorno senza sosta; hanno aspettative di vita, come divertimento e gioia di vivere, pari a zero.
Tutto questo senza fiatare !
Come le pecore, che fin dalla nascita sanno che le guiderà il “buon” pastore, che vivranno dentro l’ovile senza tanti voli pindarici, che dovranno dare latte e lana, che alla fine della fiera verranno scannate a Natale o a Pasqua, e che infine, alla vecchiaia, di solito … non ci arrivano proprio !
Gli esempi della loro mitezza e rassegnazione sono innumerevoli.
Gli ultimi due in termini di tempo, sono rappresentati dal divieto, imposto dal dittatore della Corea del Nord, Kim Jong-Un, che ha vietato di “ridere” per undici giorni, per celebrare il decimo anniversario della morte del padre, l’ex capo supremo Kim Jong-Il.
Obbligo imposto con la forza della reclusione e accompagnato inoltre dall’assoluto divieto di celebrare compleanni, bere alcol, e perfino parlare a voce alta in pubblico.
E non va dimenticato che la “dinastia” Kim, va avanti ininterrottamente dal primo dopo guerra, nonostante frizzi e lazzi mentali dei suoi capi pittoreschi.
Mentre il secondo esempio lampante, è la gestione del Coronavirus nel territorio Cinese.
Dopo le reclusioni di massa nella città di Wuhan dello scorso inverno, oggi stanno tribolando, è proprio il caso di dirlo,13 milioni di abitanti della città di Xi’an, che si trova nella Cina centrale, dove tutti, sono stati messi in “lockdown severissimo” per poche decine di casi positivi. E dopo avere riscontrato un singolo caso di contagio, le autorità cinesi hanno imposto un lockdown serrato, anche a Dongxing, una città di circa 200mila abitanti nel sud del paese.
Dal 23 dicembre, questi poveracci, sono chiusi in casa, subiscono quotidianamente test di massa, ed hanno soltanto una persona per nucleo familiare, che può uscire per comprare beni di prima necessità, un giorno sì e un giorno no, come accadeva a Wuhan, la città cinese da cui partì la pandemia da coronavirus, all’inizio del 2020.
Per altro, proprio a causa del lockdown, i negozi sono vuoti e già senza più rifornimenti.
Sono stati cancellati anche molti voli dell’aeroporto di Xi’an, che è famosa per “l’esercito di terracotta”, l’armata di più di seimila sculture di soldati, acrobati e cortigiani, messa a guardia della tomba di Qin Shi Huang, il primo imperatore mandarino.
E questa, quindi, rischia di diventare un’altra città fantasma, per il volere del Partito Comunista Cinese e del suo leader Xi Jiping, che non può essere messo in discussione, e che anzi proprio l’altro ieri pomeriggio, ad Hong Kong, ha fatto cancellare, smantellandola del tutto, l’ultima stele a ricordo della ribellione sedata nel sangue di Piazza di Tienanmen, 24 anni or sono, con gli spari sulla folla, gli arresti e le sparizioni “misteriose” dei capi rivolta studenteschi.
Questa è la “Via della Seta”, sulla quale vogliono indirizzare l’Italia e il suo popolo di buontemponi.
E se non faremo nulla, e di corsa, non è escluso che ci sarà qualcuno che, anche da noi, arriverà a vietare di ridere o uscire di casa ai nostri figli e nipoti, con i vari “Mentina” e “Gatto Lerne”, ad applaudire dai loro giornali … per un piatto di minestra.
Porko kane ke prospettiva !

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