Germania souvenir


Guido Capelli, docente universitario all’Orientale di Napoli di Letteratura Italiana, in una lezione all’aperto agli studenti senza certificato verde, seduti per terra nella Galleria Principe, due giorni fa, sulla vaccinazione denunciava :
«Si parla di obbligatorietà, obbligatorietà. Per fame si può cedere all’obbligatorietà. Ma quando c’è un potere che sta dicendo che un figlio minorenne può andare a vaccinarsi, cioè a sottoporsi a un trattamento sperimentale obbligatorio, da solo ed anche contro la volontà dei genitori, come faccio a non ricordare che i gerarchi nazisti, chiedevano la delazione ai figli dei padri? Come faccio a non ricordare la scena di Orwell il cui padre dice di essere stato denunciato dai figli? Come faccio?».
Anche il consigliere dell’Ente Teatro di Messina, l’intellettuale e storico Nino Principato, dopo i suoi commenti sul Festival di Sanremo e Achille Lauro, che suscitarono l’indignata reazione dell’Arcigay e della comunità Lgbt, in questi giorni ha postato su Facebook, la frase “Green Kass degli anni ’40 del 900 : La storia si ripete” con un’immagine del lasciapassare nazista, paragonato all’attuale “green pass”.
E su Facebook gira da mesi un triste raffronto, tra il nullaosta nazista per il libero spostamento degli “ariani” nei territori del Reich e il passaporto verde sanitario.
Indubbiamente la storia si sta ripetendo e ciò che sgomenta non é il fatto in sé, quanto constatare quanti sono coloro che non se ne stanno rendendo conto, o meglio che applaudono all’iniziativa.
Dopo tutto anche il medievale “jus primae noctis” a qualcuno sembrò normale a quei tempi, visto che sopravvisse per oltre duecento anni.
Le parole “no green pass” e “no vax” sono divenute il bastone o la clava, che servono a banalizzare, a marginalizzare, a bestializzare le opinioni contrarie.
Non si dovrebbe concedere al potere politico, in modo indiscriminato, l’accesso al corpo e ai diritti individuali.
Tutto questo dimostra che «Siamo di fronte a un problema di Stato di diritto e di tenuta democratica», come ha precisato il docente napoletano e che il problema sanitario, quando si obbliga il Green Pass anche ai venditori ambulanti dentro i mercati all’aperto … non c’entra nulla.