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One woman, One child

Stanotte ho fatto un sogno.
Invece di una sola figlia, come Dio ha voluto, avevo ben sette rampolli, vispi e simpatici, divisi equamente tra maschi e femmine.
Un bel nucleo familiare, come quelli di due o tre secoli fa, quando a pranzo o cena, si prendeva posto nel classico “fratino lungo tre metri o più”, in legno massello, con tutte le sedie intorno e il servizio in porcellana da dodici.
Ed ho capito perché ci hanno indotto e portato piano, piano, in cinquant’anni, alla famiglia nucleare o ad avere pochissimi figli.
Perché col “dividi et impera” applicato dal basso, stanno riuscendo nei loro piani di disgregazione e distruzione di maggiore portata.
Perché un nucleo familiare come quello del sogno, con tante teste e maggior mani, piedi, orecchie e lingue (soprattutto lingue), seppur difficile e impegnativo da portare avanti e mantenere, era una autentica forza della natura.
Dove nessuno era abbandonato a sé stesso, non esistevano depressioni e ognuno aveva la sua precisa funzione familiare.
Un piccolo esercito agli ordini, ma anche ai favori, dei nonni, dei genitori e degli stessi componenti più giovani.
Una mano lava l’altra e tutte insieme, portavano avanti il loro gruppo famiglia.
Si era uniti e ci aiutava sempre, anche quando si cresceva e non c’erano invidie e prepotenze.
Perché l’attenzione alla spesa, la collaborazione al lavoro, il risparmio e la solidarietà da bambini (il fatto di prestarsi abiti e accessori tra fratelli, maggiori e minori), cementava affetto e forza, per superare tutti i problemi.
Il problema che si presentava, era visto da più punti di vista, e le possibili soluzioni, erano il suggerimento e l’applicazione di tutti i componenti.
Oggi invece siamo soli.
Con zero aiuti esterni, perché c’è un menefreghismo assoluto, se non anche delatori e spie, ed anche all’interno, perché numericamente siamo “pochi”, ad affrontare gli schiaffi della vita.
Ieri pomeriggio ho letto su Facebook, un articolo che forse ha smosso il mio inconscio notturno.
Questo post ripeteva il mantra cinese di qualche anno fa, ripreso dell’OMS in questi giorni, di consigliare (se non imporre), il monito per cui “One woman, One child”, con l’obiettivo entro il 2100, di ridurre del 50% la popolazione mondiale.
In Cina, capostipite mondiale, della legge sul “figlio unico”, debolmente rivista nel 2013, la famiglia che ha il secondo figlio, in alcune regioni, si vede applicare sanzioni pecuniarie, mentre al terzo, si rischia il carcere, oltre che sanzioni pesantissime.
Si imprigiona e si forza la Natura, che da sempre ha regolato le specie animali sulla sua superficie, e che meglio sicuramente dei nostri pseudo scienziati, sa cosa è meglio per la vita sulla Terra.
Quindi fateci caso.
Chi può spararsi selfie con quadretti familiari numerosi, con due tre, quattro mogli e decine di figli e nipoti ?
Sovrani, principi e ricchi miliardari.
Anche procreare, che dovrebbe essere la cosa più facile da fare, è questione “riservata”, quasi da elite, da adepti, con il risultato che a noi, semplici mortali, del detto napoletano “Chiagni e fotti !” … ci stanno concedendo solo … il Chiagni …

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