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Bolkestein. Inizia il “biennio” ?

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Ai sensi del tanto discusso art.1, comma 1181, della Legge n. 205/2017, approvato dal Governo Gentiloni con la Legge di Bilancio 2018, tra due settimane esatte, inizia quel periodo “sabatico” di 24 mesi, per il quale “coloro che nell’ultimo biennio, hanno direttamente utilizzato le concessioni quale unica o prevalente fonte di reddito per sè e per il proprio nucleo familiare”, si vedranno approvate da parte delle Amministrazioni comunali, specifiche modalità di assegnazione, anche in deroga all’art.16 del D.Lgs. n. 59/2010 (ossia senza procedure concorsuali). Pertanto molti ambulanti, hanno risolto o sciolto anticipatamente i contratti di affitto in essere coi propri gestori,  e si sono reintestati i rami di azienda posseduti. L’ennesima corsa di fine anno, dopo quella del 2015, 2016, 2017. Una precarietà e una mancanza di certezza del diritto, che sta sfinendo (è proprio il caso di dirlo) una categoria che finora aveva sempre galleggiato e sopravvissuto ai mari in tempesta delle varie crisi economiche del nostro Paese. Oggi è un biennio, domani potrebbe essere un semestre, un triennio o un lustro. Ogni volta col Governo e con le maggioranze di turno, qualcuno si inventa l’uovo di Colombo e oltre duecentomila imprese, col naso all’insù, non sanno più che cosa fare. Ad oggi, nessun Comune, ha ancora determinato quali saranno queste famigerate “specifiche modalità di assegnazione” e si fanno le congetture più azzardate. C’è anche chi – come il sottoscritto – non esclude pure qualche bel soldino da tirare fuori per riprendersi la concessione, per il tradizionale “pecunia non olet” di Vespasiana memoria. Almeno l’imperatore romano tassava chi raccoglieva l’urina e faceva l’ammoniaca per la concia delle pelli e non chi lavorava nella propria azienda, pagata fior di soldi di avviamento commerciale ed ora bellamente espropriata. Inoltre, altra grana che meriterebbe qualche chiarimento del MISE (e non l’assoluto silenzio in cui staziona da tempo), è quella legata proprio ai 24 mesi. Ma da quando decorrono? Da fine 2020 come dicono i più,  o da quando il Comune approverà le famose specifiche modalità di assegnazione ? Perchè nel secondo caso, tutti coloro che erano in gestione, sono fuori tempo massimo per riprendersi la titolarità e non andare ai bandi. E infine una considerazione va fatta anche sul concetto normativo di “unica o prevalente fonte di reddito per sè e per il proprio nucleo familiare”. Vale per tutti i rami di azienda che possiedo, 7, 10, 20 ? E nel caso fossi un pensionato ? Nel nucleo familiare devo ricomprenedere i redditi di mia moglie e dei i miei figli e comunque dei partecipanti ad esso ? Se l’affitto del ramo di azienda è la mia unica (e quindi prevalente) fonte di reddito, sono ugualmente fuori dai bandi ? Domande senza risposta che esporranno gli Ambulanti,  ai “desiderata” dei solerti burocrati comunali e che privi di una regolamentazione nazionale, proveranno sulla loro pelle, la guzzantiana “Casa delle Libertà” (dove “Facciamo un po’ come c…  ci pare”)!!!

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