Provinciali. Tutti al voto ?

Ieri, 31 ottobre 2018, si é votato in 61 province italiane di 15 Regioni a statuto ordinario. In 47 Province si è eletto il nuovo presidente, in altre 14, invece, sono stati eletti soltanto i consiglieri. Più di 700 candidati suddivisi in 73 liste, per i 328 incarichi di consigliere provinciale nei 27 consigli al voto, mentre sono stati 80 i Sindaci, candidati Presidente. Numeri impressionanti in questo periodo buio, nel quale l’Europa ci invita al conteninento della spesa pubblica. Altre poltrone attribuite, per altro con elezione “indiretta” (ossia neanche eletti dal popolo, ma tra di “loro”), come ultimi regali alla casta, dalle riforme renziane, che allontanano ancora di più la democrazia dal nostro Paese. E il paradosso é che tranne gli addetti ai lavori, professionisti della politica per l’appunto, nessuno di noi ha saputo nulla. Eppure questi eletti, rappresenteranno oltre 26 milioni e mezzo di cittadini italiani. Una vera pazzia nostrana, iniziata con le liste bloccate, con la sparizione delle preferenze, ed ora anche con l’investitura di poltrona in poltrona, in una carriera professionale molto più remunerativa del medico, del farmacista o del notaio. Perché in queste elezioni di secondo grado (definizione aulica per non far capire e segare il popolo), a recarsi alle urne, sono stati solo i sindaci e i consiglieri comunali in carica, gli unici tra l’altro che si sono potuti candidare alle poltrone in questione. Ma cosa altro ci dovranno fare per capire che siamo ormai incanalati ad una vita mediocre, a causa di tanti parassiti attaccati come mignatte alle nostre arterie vitali ?