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Testo unico del Commercio nel Lazio.

Nel pomeriggio di oggi 16 ottobre 2018, in Regione Lazio, siamo intervenuti ai lavori della XI Commissione Attività Produttive presieduta da Massimiliano Maselli con l’assessore Gian Paolo Manzella e tutti i Commissari di maggioranza e di opposizione. All’ordine del giorno il nuovo Testo Unico del Commercio regionale contenuto nella PdLR n.37/2018, ma solo in parte, perché alcune forme distributive sono state stralciate per una successiva disamina (edicole, distributori di carburanti, farmacie, etc.). In particolare oggi erano presenti tutte le maggiori Associazioni e Federazioni del Commercio su Area pubblica. Dopo aver anticipato il nostro documento via email, con le note e le osservazioni sul Capo III, sezioni I,II,III,IV articoli 40-56, abbiamo soffermato la nostra disamina su alcune criticità che potrebbero minare buona parte del testo normativo con riferimento proprio al commercio ambulante. In primo luogo si è eccepita l’assenza (colpevole?) di precisi riferimenti al “commercio a rotazione” specie nei primi articoli di definizione. Si é chiesto il rispetto dei posteggi liberi di tutto il commercio con concessione fuori mercato con strutture, chioschi o rotazioni, per il quale non deve essere prevista alcuna spunta se non quella degli appartenenti alla stessa categoria. Ci si è battuti per limitare al massimo l’esercizio dei mercatini (antiquariato, usato, specializzati) previsti da questa proposta di legge, che legittima gli hobbisti e i non professionisti, proprio nel momento di maggiore crisi per i commercianti tradizionali, prevedendo per costoro un valore unitario massimo di vendita di 100 euro a prodotto, un volume di affari annuo massimo di 5000 euro e l’autocertificazione per dichiarare il numero massimo di partecipazioni all’interno dello stesso Comune. Si è chiesto di dettagliare in modo preciso il modulo di vendita degli itineranti con il divieto espresso per banchi, carrelli, stampelle e brande posate in terra. Si é chiesto di riformulare l’art.53 che autorizza il Comune a delocalizzare gli ambulanti, specie quelli ubicati nei Centri Storici, considerando solo una porzione di territorio (e non l’intero Comune come é attualmente il testo in esame) e tenendo conto delle scelte dall’operatore. Si è contestata la previsione di interpellare e coinvolgere solo le “Associazioni più rappresentative”, ma di estendere il coinvolgimento a tutti coloro che possono arricchire la disciplina e la normativa regionale per competenza e conoscenza dei problemi. Si é sollecitato lo stralcio della previsione di 90 giorni di esercizio diretto e personale, in caso di reintestazione o rilascio di un titolo autorizzativo, per poter disporre dello stesso per cessione o godimento. Inoltre si è ricordato che per la Bolkestein attuale, non ci sono soltanto i bandi per rinnovare le concessioni, ma anche l’esercizio diretto per 24 mesi o la prevalenza del reddito aziendale nel nucleo familiare, fattispecie che dovranno restare fuori dai concorsi. Ed infine si é auspicato il riconoscimento della storicità per tutte le forme distributive allorché dimostrato, e si sono prese le debite distanze da chi con molta leggerezza, a nostro avviso, ha chiesto di considerare anche le rotazioni per i posteggi nuovi o liberi nei mercati, nei mercati settimanali e nelle feste e fiere.

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