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Itineranti, hobbisti, mercati e mercatini.

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L’ ultima è di questa mattina. Ci portano un articolo del Sole 24 ore, sezione Enti locali e PA, a firma di un dirigente comunale, tal Pippo Sciscioli, che sentenzia senza mezzi termini : “Libertà di orari e di sosta anche per gli ambulanti” con riferimento agli itineranti che a suo dire : “possono svolgere la propria attività in quel posto per il tempo necessario a soddisfare le richieste dei clienti, non essendo comunque costretti a stazionamenti successivi a distanze prestabilite”. E ancora : “sono da ritenersi superati e necessariamente da aggiornare all’ondata liberalizzatrice seguita alla Direttiva Bolkestein quei regolamenti comunali che, specie per il commercio su area pubblica di tipo itinerante, stabiliscano ancora limiti orari predeterminati e validi sull’intero territorio comunale”. Dopo un comprensibile, quanto giustificato sbigottimento, ci siamo domandati seriamente a cosa serve avere ancora una licenza con regolare posteggio, con pagamento di tributi comunali e grattacapi per il mantenimento della concessione, se tutto sta andando verso una completa deregolarizzazione di questo settore ? Food truck, Apette No Food, mercati e mercatini dell’antiquariato e non solo, hobbisti e mercati equi e solidali del libero scambio e del baratto. Un’ampia zona di indisciplina amministrativa ed evasione di ogni tipo, che sta minando (seriamente) la stessa sopravvivenza e la concorrenza legale nel settore del commercio su strada. Quante volte ci è capitato di acquistare un oggetto fatto a mano in un mercatino e di non ricevere nessuna ricevuta fiscale? In effetti, se la vendita o lo scambio avviene tra soggetti privati,  l’hobbista o il creativo non hanno l’obbligo di rilasciare ricevuta o scontrino fiscale e tutto questo proprio mentre gli ambulanti a posteggio fisso o nei mercati deliberati, sono vessati da controlli di ogni natura e autorità più diverse (guardia di finanza, ispettorato del lavoro, unità sanitaria locale, etc.etc.). L’amministrazione pentastellata romana nel suo programma di governo della città era stata chiara fin dall’inizio purtroppo, e qualcuno ha minimizzato colpevolmente le preferenze dichiarate dalla Sindaca per i mercatini atipici del libero scambio, del commercio equo e solidale, del baratto e degli hobbisti, una leggerezza che ha aperto la strada all’istituzione di concentramenti municipali per ogni occasione dell’anno (natale, befana, stagionali, episodici, a tema) e che ha fatto dimenticare ai nostri Amministratori Capitolini che in questo settore operano già regolarmente da decenni, pagando tributi comunali “salati”, migliaia di famiglie romane. Si vuole andare verso una precarizzazione del commercio su strada ? Si vuole far riconsegnare i titoli autorizzativi acquistati con sudore a tutto vantaggio di chi si improvvisa commerciante ? Come per altro già avviene su Internet e sui social, dove chiunque può vendere ogni cosa e pulirsi casa ? Si è deciso che il Commercio tradizionale come lo intendiamo da sempre (negozio o bancarella) deve finire ? Lo dicessero chiaramente senza panzane sul “Decoro” e sul “Progresso”. Perchè chi lavora deve sapere se è arrivato il tempo di fare altro.

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