La “visione” dei Demos.

Non sarei andato, ma spinto da un amico di vecchia data, questa mattina ho partecipato al Convegno di presentazione di “Demos” che credo diventi l’ennesima alternativa al Partito Democratico italiano ormai in ordine sparso e in piena crisi di identità. Un esplicito richiamo al popolo (in greco era appunto il sostantivo per i cittadini di Atene), alla Democrazia Cristiana, da cui provengono molti transfughi piddini e un occhio rivolto ai “Demos” anglossassoni di Tony Blair, vicini ai labour inglesi, che hanno sempre affascinato i nostri politici solidali dell'(ormai) ex Centrosinistra. Ho potuto seguire la relazione introduttiva di Paolo Ciani, attuale consigliere regionale del Lazio di maggioranza e l’intervento del Prof. Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant’Egidio, ex Ministro del Governo Monti e attuale Presidente della società Dante Alighieri. Mi sono risparmiato solo il pistolotto di Gentiloni su tutti i successi (discutibili) del suo mandato a Palazzo Chigi. Diceva il saggio cinese Sun Tzu nella sua raccolta di aforismi “L’Arte della guerra” : “Se conosci il nemico e te stesso, la tua vittoria è sicura !” Bisogna confrontarsi con tutti, nutrirsi anche delle considerazioni e delle riflessioni che non si condividono e migliorare la propria vita. E così pure avendo sentito tante ovvietà e tante cose opinabili, come insistere sull’accoglienza senza confini, che vista oggi sembra del tutto inappropriata e forse dannosa, ho ascoltato due perle di saggezza dal prof. Riccardi che mi hanno fatto riflettere. La prima è stata che la velocità e l’imponderatezza con la quale i politici di oggi “prima fanno” e “poi pensano”, lascia poco o nulla alla previsione mentale del nostro futuro, alle “visioni” e ai progetti da realizzare, e in subordine che il nostro passato (anche recente) non è tutto da buttare. Anzi, chi rinnega il passato non costruirà il futuro, come una costruzione senza fondamenta. Centoventi minuti per qualcuno inutili, persi in chiacchiere di parrucconi superati dai tempi, ma a me é tornata in mente la vecchietta che non voleva mai morire, perché ogni dialogo, ogni esperienza, come ogni occasione di pensare ed ascoltare gli altri, può rappresentare una buona lezione di vita.