Dottor Jekyll e Mr.Hyde

Ormai è sotto gli occhi di tutti. La linea politica che paga in termini di razionalità e piedi per terra è soltanto quella del Centro Destra e in questo particolare momento della Lega di Matteo Salvini, perché il Cavaliere paga l’età avanzata e la destra in genere, l’assenza di comprimari di pari valore. Non ce ne è per nessun altro. Né per le cariatidi del PD, che ha egemonizzato la nostra penisola nell’ultimo decennio, scaraventandoci nel baratro sociale ed economico dal quale non riusciamo più a riemergere, ma neanche per le cinque stelle che iniziano a cadere fragorosamente al suolo, a causa delle diverse “anime” che ne caratterizzano la natura.
Il popolo vuole poche cose che capirebbe pure un marziano precipitato sulla Terra e all’oscuro completo delle dinamiche terrestre e italiane in particolare.
Sicurezza dei nostri confini e nella vita quotidiana, minore pressione fiscale che deprime la nostra economia, alleggerimento effettivo (e non a parole) di tutta la burocrazia messa su in questi anni che sta paralizzando tutto.
Tre punti che il Centro Destra coi fatti e non con le parole, ha sempre tenuto bene a mente anche col rischio di essere definiti “razzisti, evasori, fino alla definizione principe di fascisti !” Basta ricordare l’abrogazione dell’Ici sulla prima casa, l’abolizione delle tasse ereditarie, la diminuzione di contributi e accise, le semplificazioni tributarie di Tremonti (comunicazioni varie, bollature, registrazioni), gli interventi severi sull’immigrazione (legge Bossi Fini e altre), le semplificazioni amministrative e documentali degli anni ’90. Tutte rivoluzioni attenuate, se non del tutto ribaltate, dai vari Governi successivi Prodi, D’Alema, Monti, Letta, Renzi. Il movimento cinque stelle nato come aspirazione al “cambiamento” è purtroppo molto zavorrato dalla sinistra più becera, quella dei Centri Sociali, dei radical chic, dei rifondaroli e degli scansafatiche con rendite di posizione e ad ogni tentativo di Di Maio e dell’ala realmente riformatrice del movimento, teso a modificare le regole del gioco, reagisce con inspiegabili marce indietro e prese di distanza. Cosa c’entra Fico con questo Governo ? È una domanda legittima soprattutto se si analizzano le realtà territoriali dove questa “dicotomia” è più visibile, Roma in primis. Sembra di assistere alla rappresentazione cinematografica del Dott.Jekyll e Mr.Hyde. Da una parte chi cerca come Di Maio di allontanarsi dall’abbraccio mortale di certa sinistra e tiene i piedi ben piantati per terra, e chi invece idealizza Città di Campanella con biciclette, prati verdi, mercati del baratto, accoglienza per tutti e servizi completamente gratuiti. Non è l’Italia fascista quella che vogliamo, non siamo per i ritorni storici di Giambattista Vico, ma un Paese come tutti gli altri, dove per entrare si chiede permesso con tanto di documenti di identità, dove le fontane non sono piscine e non si urina o defeca in strada, dove il lavoro è ancora possibile e non c’è la pensioncina assistenziale per tutti, dove il malvivente sa che se delinque avrà la sua pena (certa e veloce) da scontare, senza se e senza ma, dove per avviare una attività non si hanno nemici o vampiri nella pubblica amministrazione, e dove i poteri dello Stato se ne stanno belli, belli nei loro confini istituzionali, senza indagare per reati assurdi chi desidera soltanto un Paese “normale”.