2018 : Anno col botto finale !

2018

Eccoci qui come ogni fine anno a tentare di fare un bilancio dell’anno che sta finendo. Continua la tradizione iniziata nel lontano 2013, quando pubblicai il primo post di questo “Autentico Blog”. Leggendo a ritroso i miei post dell’anno trascorso, non posso non partire dalla battaglia parlamentare ad inzio anno quello IUS SOLI che avviò la rivoluzione copernicana dei mesi successivi. Poi a fine febbraio quella bellissima nevicata (quasi 10 cm) che imbiancò il Colosseo, Fontana di Trevi, Piazza Navona e tutti i monumenti più belli di Roma. Le bagarre nel VII Municipio per la prima “delocalizzazione” delle Rotazioni da Via Tuscolana e le elezioni a marzo che decretarono la fine politica di personaggi “storici” come Alfano, D’Alema, Veltroni, di tanti ripescati per il rotto della cuffia come Casini, Pinotti, Franceschini, Fedeli, Boldrini e Minniti e l’affermazione di una strana coppia, quei due, Salvini e Di Maio che diverrano sempre più protagonisti del palcoscenico nazionale. E ancora il Battesimo di mio nipote Lorenzo il 17 marzo e ad aprile la Roma ai quarti di Champions League con la vittoria emozionante sul Barcellona di Messi dopo dieci anni di nulla. Frits Bolkestein in Italia in un convegno organizzato dai Balneari. E il 21 maggio nel giorno del mio onomastico la nomina del primo Governo Lega Movimento 5 Stelle, la battaglia per il Ministro Savona all’economia (vinta da Mattarella), e la prima rinuncia del Prof. Conte. Poi in sequenza il tentativo fallito Cottarelli e a fine maggio il “ritenta sarai più fortunato” del professore. Le facce da funerale del PD a Montecitorio e Renzi col trolley in aula per il giro di conferenze intorno al mondo alla Obama. A giugno i primi progetti antiBolk e una nuova linfa a tutto il movimento nazionale. Le vacanze in Calabria come al solito,  dopo un modello Unico molto impegnativo,  mia sorella piccola e famiglia, in America per il viaggio della vita e al ritorno l’iniziativa di un Convegno Nazionale dentro alla Camera dei Deputati. Nel quale ho creduto molto, ho speso molto tempo in organizzazione, e al quale alla fine non ho partecipato, pur essendo uno dei relatori previsti,  per scazzi e incomprensioni che ci sono sempre tra teste pensanti. Il 03 settembre invece è inziata la carriera scolastica del mio nipotino in un asilo nido molto bello e coccolante, perchè mia figlia è tornata al lavoro a tempo pieno. I miei 55 anni con tutta la famiglia riunita ed oltre 150 amici a farmi gli auguri di penna (elettronica). Allagamenti oceanici a metà ottobre da Roma in giù e più o meno nello stesso periodo avvio della dieta che ad oggi a me e mia moglie Fabiola ha permesso di vedere la bilancia con un bel meno 9 Kg. Assoluzione del Sindaco Raggi, morte del papà dell’Uomo Ragno e a fine novembre sbragamento delle villette abusive dei Casamonica e prima bocciatura della Manovra Economica Italiana da parte di Bruxelles e  – aggiungo io col senno di poi  – meno male ! Perchè quando tutto sembrava perduto ed anche i Balneari trovavano ristoro dall’esproprio delle loro concessioni con una proroga di 15 anni in seconda lettura al Senato, grazie al lavoro di squadra di tutti i NoBolk,,  e’ arrivato il regalo di Natale più gradito da oltre 200 mila imprese su area pubblica, con una esclusione piena, totale, senza se e senza ma, festeggiata alle 3 di notte, sotto Palazzo Madama con una stretta di mano al Premier (che non è proprio cosa di tutti i giorni).E dulcis in fondo la prima pubblicazione di mio genero Claudio, con un Fantasy intrigante, che invito a leggere dal titolo “Cabal – Il Principe dell’Eresia”.

Un anno che ancora una volta ci ha donato bene e male, ma che si è accontantato di poche lacrime e fortunatamente tanti sorrisi e (a breve) tanti Cin Cin.

E ricordato tutto ciò …. pronti come sempre, a salire ognuno sul suo cavallo bianco, sulla giostra della vita …. che il giro RIPARTE !!!!

Buon 2019 a tutti  …. con un abbraccio forte.

Gli Ambulanti ? Dopo.

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E’ veramente scoraggiante vedere che in dirittura di arrivo dopo una maratona di 42 Km, quando sei pronto a tagliare il nastro e già assapori mentalmente la medaglia, un altro spunta alla tua destra, ti guarda e si becca l’applauso del pubblico festante con l’ultimo scatto vincente. Più o meno è quello che stanno provando 200 mila imprese commerciali su area pubblica, dopo l’annuncio del Ministro Centinaio, che proroga le concessioni degli stabilimenti balneari di quindici anni e fa spallucce alle legittime (e per il momento tradite) aspettative degli ambulanti italiani, nonostante i proclami e le magliette NoBolkestein indossate dal palco di Piazza della Repubblica. E’ mai possibile che siamo in una nazione così parziale e ancora spinta e mossa dalle lobby più potenti, a danno di chi sacrifica tutta la sua famiglia per raggranellare un reddito di sussistenza ? Perchè deve “tirare” più Marilena Brambilla che ha acquistato, alcuni anni fa, il bagno Piemonte, Daniela Santanchè e Flavio Briatore con il loro Twiga, Alessia Berlusconi, nipote di Silvio col suo bagno Alcione o Andrea Bocelli con l’Alpemare a Vittoria Apuana, piuttosto che la tradizione e la storia di Mercati come la Bucceria o San Gregorio Armeno o Porta Portese ? E perchè coloro che non ci dovevano proprio entrare in questa direttiva Servizi, perchè non utilizzano in modo privatistico un bene pubblico come gli Ambulanti, si trovano dietro la lavagna con le orecchie d’asino, a dispetto di categorie come i notai, i farmacisti, le agenzie funebri, gli stabilimenti termali, gli stabilimenti di acqua minerale e ora anche i Balneari che al contrario utilizzano a loro comodo e piacere, concessioni e licenze pubbliche ??? Era il 1967, quando Enzo Jannacci, incise la famosa “Vengo anch’io. No, tu No” e oggi gli Ambulanti sembrano il protagonista della canzone, che veniva respinto a priori da ogni evento, anche se solo ipotizzato. Auspico che si sani questa ingiustizia e che i protagonisti del “Cambiamento”, rinsaviscano questa nazione dal suo cammino verso la barbarie e la prepotenza. A tutti i livelli.

Bolkestein. Inizia il “biennio” ?

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Ai sensi del tanto discusso art.1, comma 1181, della Legge n. 205/2017, approvato dal Governo Gentiloni con la Legge di Bilancio 2018, tra due settimane esatte, inizia quel periodo “sabatico” di 24 mesi, per il quale “coloro che nell’ultimo biennio, hanno direttamente utilizzato le concessioni quale unica o prevalente fonte di reddito per sè e per il proprio nucleo familiare”, si vedranno approvate da parte delle Amministrazioni comunali, specifiche modalità di assegnazione, anche in deroga all’art.16 del D.Lgs. n. 59/2010 (ossia senza procedure concorsuali). Pertanto molti ambulanti, hanno risolto o sciolto anticipatamente i contratti di affitto in essere coi propri gestori,  e si sono reintestati i rami di azienda posseduti. L’ennesima corsa di fine anno, dopo quella del 2015, 2016, 2017. Una precarietà e una mancanza di certezza del diritto, che sta sfinendo (è proprio il caso di dirlo) una categoria che finora aveva sempre galleggiato e sopravvissuto ai mari in tempesta delle varie crisi economiche del nostro Paese. Oggi è un biennio, domani potrebbe essere un semestre, un triennio o un lustro. Ogni volta col Governo e con le maggioranze di turno, qualcuno si inventa l’uovo di Colombo e oltre duecentomila imprese, col naso all’insù, non sanno più che cosa fare. Ad oggi, nessun Comune, ha ancora determinato quali saranno queste famigerate “specifiche modalità di assegnazione” e si fanno le congetture più azzardate. C’è anche chi – come il sottoscritto – non esclude pure qualche bel soldino da tirare fuori per riprendersi la concessione, per il tradizionale “pecunia non olet” di Vespasiana memoria. Almeno l’imperatore romano tassava chi raccoglieva l’urina e faceva l’ammoniaca per la concia delle pelli e non chi lavorava nella propria azienda, pagata fior di soldi di avviamento commerciale ed ora bellamente espropriata. Inoltre, altra grana che meriterebbe qualche chiarimento del MISE (e non l’assoluto silenzio in cui staziona da tempo), è quella legata proprio ai 24 mesi. Ma da quando decorrono? Da fine 2020 come dicono i più,  o da quando il Comune approverà le famose specifiche modalità di assegnazione ? Perchè nel secondo caso, tutti coloro che erano in gestione, sono fuori tempo massimo per riprendersi la titolarità e non andare ai bandi. E infine una considerazione va fatta anche sul concetto normativo di “unica o prevalente fonte di reddito per sè e per il proprio nucleo familiare”. Vale per tutti i rami di azienda che possiedo, 7, 10, 20 ? E nel caso fossi un pensionato ? Nel nucleo familiare devo ricomprenedere i redditi di mia moglie e dei i miei figli e comunque dei partecipanti ad esso ? Se l’affitto del ramo di azienda è la mia unica (e quindi prevalente) fonte di reddito, sono ugualmente fuori dai bandi ? Domande senza risposta che esporranno gli Ambulanti,  ai “desiderata” dei solerti burocrati comunali e che privi di una regolamentazione nazionale, proveranno sulla loro pelle, la guzzantiana “Casa delle Libertà” (dove “Facciamo un po’ come c…  ci pare”)!!!

“Mi si sono intrecciati i diti!”

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Ve lo ricordate Giandomenico Fracchia al cospetto del Cavalier Acetti ? “Mi si sono intrecciati i diti! … Me li streccia ???”  Era il 1975 e nei “Sogni Proibiti di uno di noi”, trasmissione del sabato sera su Rai due, Paolo Villaggio, nei panni di un impacciato e sudatissimo geometra, si impelagava in situazioni paradossali davanti al suo megadirettore, interpretato da Gianni Agus. E Fracchia è stato il precursore di un altro goffo perdente, quel ragionier Ugo Fantozzi, che caratterizzò tutta la vita artistica del comico e attore genovese. Sicuramente figlio del passato di impiegato dell’attore presso la Cosider, Fantozzi è il perdente per eccellenza, l’out-sider, l’ultimo, la “merdaccia”. Evidentemente a Bruxelles ci ritengono così, delle “merdacce” da umiliare, da ridicolizzare su tutti i mass media internazionali, a danno del passato storico del nostro Paese e della nostra tradizione di arte e cultura. Oggi il Commissario Moscivici, dopo aver incassato il dietrofront del nostro Governo che dal 2,4% ha calato il deficit e quindi la spesa pubblica per far ripartire l’economica al 2,04% (strana coincidenza di numeri per far sembrare che tutto resta uguale a prima), ribatte che “il sacrificio non è sufficiente!”. La pecora evidentemente per la UE, seppur tosata, ancora non sanguina. E tutto questo mentre gli altri Paesi euroscettici – come Ungheria, Austria, Gran Bretagna, Polonia – vengono rispettati nella loro sovranità e nella loro politica economica, e noi e i Greci (altra popolazione con un trascorso storico di eccellenza), veniamo costantemente umiliati e bacchettati, come scolaretti della primaria. E da emuli di Fracchia e Fantozzi che a parole erano leoni e nei fatti si rivelavano pecore, ormai ci manca soltanto di pronunciare l’altra frase che caratterizzò i personaggi di Villaggio …. “Come è buono LEI!!!”

La “iattura” elettronica !

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La “Fatturazione elettronica”, vero e proprio “malocchio” di questo 2019, è stata introdotta dal  II Governo di Romano Prodi, con la legge finanziaria del 2008, nell’ambito delle linee di azione dell’Unione Europea che a distanza di anni, ci presenta l’amaro conto di provvedimenti a scoppio ritardato (come la Bolkestein, le varie riforme dell’art.18, della scuola, delle pensioni e altro). Un vero patriota, il professor mortazza, che per galleggiare per decenni nel palcoscenico della politica che conta, nonostante i suoi vari flop professionali e personali, ha svenduto il nostro Paese ai burocrati d’oltralpe. Un presunto risparmio di carta che dematerializza il documento di cessione delle merci e dei servizi e che fa uscire pazzi (letteralmente) commercianti, professionisti, artigiani, imprese, industrie e tutti coloro che nonostante il periodo disgraziato ancora spingono avanti questo stivale. A distanza di pochi giorni dal varo (sembra di assistere alla tragica scena della bottiglia di champagne tirata da Fantozzi contro la ghiglia di un bastimento, che gli torna in capo fragorosamente), si moltiplicano le offerte, le strenne natalizie, i regali delle varie software house che festeggiano questa inattesa abbuffata. Tuttavia questa semplificazione (presunta), nasconde delle vere e proprie insidie, che rischiano di minare la realtà produttiva italiana e rendere ancora più precaria l’attività con partita Iva.  In primo luogo quella collegata alla privacy e alla conservazione digitale di tali supporti, che andranno a finire negli hard disk, nei server e nei cloud (anche e soprattutto privati) che avranno accesso a tutti i dati sensibili delle aziende (come fornitori, prezzo di acquisto dei prodotti e delle merci, scontistica e altro). Poi le innumerevoli “palle” e  falle  dell’informazione anche di settore, che stanno confondendo tutti, anche gli specialisti e ricordiamo il fraintendimento (clamorosamente fatto dai microfoni del Consiglio dei Ministri, anche dal Premier Conte) per cui i “forfettari” sarebbero esclusi da tale adempimento. In vero mentre lo sono per eventuali fatture “attive” (ossia quelle emesse, da incassare) non lo sono per quelle “passive” ossia per quelle relative alle spese e agli acquisti di azienda, che pur non avendo più l’obbligo di registrazione,  devono comunque essere conservate per controlli degli Uffici finanziari. Poi c’è tutta la problematica relativa alla ricevuta di avveuto pagamento per le fatture immediate, che finora era eseguita dai rappresentanti e dai vettori, quietanzando con data e firma l’esemplare in cartaceo che veniva consegnato E infine la necessità sempre crescente, di dotarsi di apparecchiature informatiche sempre aggiornate, con programmi a pagamento, aggiornamenti a pagamento, corsi di studio e approfondimento a pagamento. Ulteriori costi, costi, costi di gestione, mantenimento e rinnovo, come quello per la PEC,  che vanno ad aggravare una situazione di difficoltà sempre maggiore. Lo Stato in effetti, già da anni, sta riversando sulle spalle delle aziende e dei loro consulenti, ingenti costi fissi e molti adempimenti gravosi, che dovrebbero essere assolti dai suoi apparati e dalle sue istituzioni. Pertanto esprimiamo solidarietà a chi oggi davanti al Parlamento, sta manifestando contro questo questo ennesimo “pranzo di nozze coi fichi secchi” del Governo del cambiamento – in realtà approvato e digerito a suo tempo, da tutto l’arco costituzionale dei partiti (anche da chi oggi scende in strada).

Le colpe dei padri …

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Nel libro dell’Esodo, un Dio “geloso” (così si autodefinisce) punisce la colpevolezza dei padri fino alla quarta generazione dei figli. Per molti autori della Bibbia le colpe dei padri ricadono sempre sui figli e la pensano così pure i fedeli del Karma, per i quali, ogni cosa nell’universo esiste all’interno di uno schema di causa- effetto : per ogni azione c’è una sempre reazione simultanea. Niente avviene per caso, ma tutto ciò che accade avviene per un motivo ben preciso, per un disegno predeterminato. In questo universo causa-effetto c’è anche l’uomo. E lo sanno tutti, gli unici ad ignorarlo, sembrano essere i nostri politici nazionali, i vari Di Maio, Renzi, Boschi e ci infilerei pure Di Battista. Figli che non sapevano cosa faceva il padre, che ignoravano come arrivava loro il piatto in tavola, perchè si poteva andare in vacanza d’estate o fare un bel viaggio durante la loro infanzia. Loro non sono stati bambini e se potessero non sarebbero esistiti neanche i loro genitori. Personaggi autocreati, possibilmente senza scheletri nell’armadio di famiglie ingombranti e oggetto di studi e inchieste una volta che si diventa famosi. Vi ricordate il film “Il Vigile” con Alberto Sordi ? Quando al processo contro il Sindaco è costretto a fare marcia indietro dopo aver saputo tutte le magagne dei suoi parenti più vicini ? Ecco in alcuni casi avere un passato e familiari ancora vivi e vegeti, rappresenta un pericolo per la propria sopravvivenza politica. Meglio rinnegare tutti e cambiare cognome (anche se la parentela non si può cancellare). In modo che i padri, che a volte realmente si sono inventati i draghi per farci grandi, sparissero dall’oggi al domani. Invece noi comuni mortali, anche se non li abbiamo più, ci ricordiamo dei nostri genitori e non li rinneghiamo per un piatto di minestra o per una poltrona polverosa (anche se molto remunerativa) ma ne seguiamo i consigli e gli ammonimenti per tutta la nostra vita.

Non é tutto oro quel che riluce.

Stamattina su Canale 5, è andata in onda un’inchiesta della redazione giornalistica del TGCom 24, sulla violenza in Brasile, ed in particolar modo nella sua città più conosciuta e meta turistica internazionale, Rio de Janeiro. Nel paese sudamericano la violenza è ormai fuori controllo e si registra una media di 128 omicidi al giorno. Secondo i dati raccolti da specialisti dell’Università di San Paolo, infatti, 11578 persone sono state uccise durante il primo trimestre di questo 2018.
Una crisi causata da vecchie e inefficaci logiche di contrasto alla criminalità, da nuovi scenari criminali, e dagli effetti del fallimento del piano di pacificazione delle ,”favelas” della città di Rio- baraccopoli, costruite in periferia con diversi materiali, da semplici mattoni a scarti recuperati dall’immondizia – la cosiddetta “Upp”, messo in campo per le Olimpiadi del 2016, e di fatto abbandonato subito dopo.
Scontri armati nella città tra malavita comune, narcotrafficanti e forze dell’ordine, che nell’ultimo anno sono state sostituite dall’esercito federale con licenza di uccidere. Turisti braccati dall’arrivo alla stazione o all’aeroporto con tentativi di rapina o estorzioni, rapine nei negozi e nei centri di aggregazione (cinema, teatri, supermercati) ma anche morti innocenti per proiettili vaganti che sono a decine in una sola giornata e distribuiti in tutti i quartieri della Città. Addirittura é uscita una App per Android con la quale in tempo reale si segnalano gli scontri a fuoco nella città per evitare di trovarcisi in mezzo. Una specie di avvertimento contro le pallottole impazzite. Fare il poliziotto a Rio, costringe gli agenti, sottopagati e a rischio continuo di omicidi impuniti, a vivere in clandestinità e a nascondere uniformi e identità ai vicini di casa.
La vittoria di Bolsonaro lo scorso 28 ottobre ottenuta principalmente con l’utilizzo dei social e un piccolo partito, é la risposta del popolo brasiliano a tutta questa violenza. Una coercizione e un clima di pericolo, che fortunatamente in Italia, anche con tutti i problemi che abbiamo, non viviamo quotidianamente in tali proporzioni.
Pertanto quando ci facciamo ammaliare dalle sirene di altri paesi, da offerte di lavoro e soldi facili in altri continenti ed altre culture, occorre verificare preventivamente in quale situazione ci si potrebbe trovare, perché …. non é tutto oro quel che riluce !

Bocciati !

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“Vorrei evitare la procedura d’infrazione all’Italia verso cui ci stiamo muovendo lentamente ma sistematicamente” – ha affermato il commissario francese Moscovici -, “anche perché è irragionevole una crisi tra l’Ue e l’Italia, ma non posso accettare nessun tipo di ricatto !”.  E con queste parole che sono una minaccia (nemmeno tanto velata) si chiude il primo round tra Commissione UE e Governo Conte, Di Maio, Salvini, che promettono un confronto democratico con i dinosauri europei, ma confermano la validità dell’impianto della loro manovra economica. Provvedimenti per la verità un pò estemporanei e frutto di promesse politiche fatte durante l’ultima campagna elettorale. E che ripresentano un dubbio vecchio come il cucco : “Meglio un uovo oggi o una gallina domani ?”. Perchè le politiche di spesa (leggi reddito di cittadinanza e Fornero) sono l’uovo di oggi,  mentre gli investimenti sulla produzione e le riduzioni del carico fiscale alle imprese rappresentano la gallina di domani. Un tempo, e parliamo ormai dell’altro secolo, quando a scuola si veniva bocciati si veniva mortificati da tutta la famiglia e non c’erano giusitificazioni valide che tenevano. Oggi invece, ed anche questo è un segno dei tempi, fioccano (e fioccheranno) scusanti, discolpe, scuse. Perchè in Italia siamo maestri nel secondo tempo, nel correggere il tiro in corsa. E la mia paura è che la correzione vanifichi del tutto quanto di buono si ipotizzava – e sperava –  con questo Governo del cambiamento. Perchè anche la Grecia era convinta a Gennaio del 2015, che Tsipras rappresentasse il nuovo, la salvezza del popolo ellenico ridotto alla frutta. Per rendersi conto poi a Settembre dello stesso anno, con il secondo Governo sempre Tsipras,  che nulla era diverso e che anzi tutto era rimasto uguale se non peggio. L’Europa sa benissimo che ci tiene per le p…… e che i nostri politici di giorno ragliano e di notte belano (come diceva un detto popolare). L’esempio ci viene pure dalla Bolkestein o da tutti quei trattati capestro, che sui mezzi di informazione italiani o nei comizi elettorali, si contestano anche duramente, eppoi per timore di infrazioni o sanzioni comunitarie si continuano ad applicare ed eseguire “senza mostrare i muscoli” come auspicato ieri mattina da Stefano Bonaccini (Presidente PD della Conferenza delle Regioni) al colloquio con il Ministro del Turismo Centinaio per gli stabilimenti balneari.

 

Bolkestein, ma come hanno fatto i Termali ?

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Come ormai tutti sanno la direttiva europea nota come “Bolkestein” non si applica al settore termale : la modifica è stata introdotta dalla Legge di Bilancio del 2017, che  ha cancellato per il comparto, l’obbligo di rinnovare e affidare le concessioni mediante gare pubbliche. Questa norma – risultato di una lunga e dura battaglia condotta da Federterme (Confindustria) tra Bruxelles e Roma – ha sbloccato il rilascio o il rinnovo delle concessioni per l’utilizzo delle acque termali, negli stabilimenti e alberghi, che erano bloccate da tempo, per favorire gli investimenti nel settore. L’organizzazione di categoria a suo tempo, sollevò il caso davanti alla Commissione Ue, che le diede ragione. A quel punto si è reso necessario modificare la legge di recepimento italiana. Un emendamento alla scorsa Legge di Bilancio che, con decorrenza  01 gennaio 2018,  ha  liberato  l’intero settore da questo incubo dove sono ancora in pianta stabile, molte categorie produttive importanti, tra le quali Ambulanti e Balneari. Questo esempio ci fa capire che la volontà politica, qualora realmente interessata e presa dalla problematica, può smuovere le montagne. Perchè nessuno avrebbe scommesso un euro sull’uscita di questo settore dalla Direttiva, trattandosi di concessioni pubbliche (anche se condotte in strutture private),  un sistema di 378 stabilimenti, distribuiti in 170 comuni, in grado di generare fino a 1,5 miliardi di fatturato con  oltre 60mila addetti, eppure dalla dalla sera alla mattina, con un emendamento concordato, il precedente Governo ha fatto marcia indietro ed ha inserito i termali nelle figure escluse previste dall’art. 7 del D.Lgs. n. 59/2010. Stesso percorso è stato per le aziende di imbottigliamento. Rilevanti numeri occupazionali, ma comunque non paragonabili a quelli dei due settori ancora nel pantano europeo,  dove si parla di oltre 220.000 addetti ed oltre 2 milioni di indotto lavorativo. Perchè il “Governo del Cambiamento” non utilizza lo stesso stumento dei termali per rispettare il programma di governo sottoscritto per le elezioni politiche del marzo scorso ? Lo stiamo chiedendo tutti a gran voce, ma tranne disegni di legge strampalati (e non pienamente condivisi con le categorie), ancora nulla sotto il sole !

Bolkestein : calma piatta !

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«Oggi, per queste due importanti categorie turistiche e commerciali, inizia un percorso che, ci auguriamo in tempi rapidi, li porterà fuori da quella situazione di disagio e incertezza in cui erano costretti da troppi anni».
Era la fine di giugno, ma da allora nonostante i buoni propositi del Ministro Centinaio e del Ministro Savona, che nella tarda serata di mercoledì 27 giugno, aveva comunicato al Senato il parere favorevole del Governo alla risoluzione sulla direttiva Bolkestein, nulla è stato fatto di formalmente rilevante.
Sembra di essere riprecipitati nel limbo ante 2016, quando entrambi i settori produttivi interessati,  non sapevano se sarebbero sopravvissuti l’anno dopo, prima delle proroghe Renzi-Gentiloni.
Il 09 Ottobre scorso, per la verità,  si è tenuto a Roma,quel tavolo interministeriale promesso da Centinaio, con i Ministri delle Infrastrutture (Toninelli), dei Rapporti con l’Ue (Savona), della Regioni (Stefani) e dell’Economia (Garavaglia), ma da quell’importante consesso, nel quale al termine dei lavori, tutti i partecipanti si erano detti disponbili a riprendere un percorso per l’uscita dei balneari e degli ambulanti dalla Bolkestein, con dichiarazione del tipo : “E’ stato un incontro molto positivo. Nei prossimi incontri coinvolgeremo le associazioni di categoria per fare un percorso condiviso” c’è stato questo mese di ottobre con il nulla assoluto.
Nessuno è stato convocato, nessuno ha scritto nulla, nessuno ha più fatto dichiarazioni al riguardo.
Eppure tutti sono al corrente dei problemi relativi alla difficoltosa applicazione dei rinnovi delle concessioni senza bandi per gli operatori su area pubblica, come previsto dall’art.1, comma 1181, della Legge di Bilancio 2018, e della scadenza ormai imminente delle concessioni degli stabilimenti balneari sulla nostra penisola.
E’ stato presentato qualche disegno di legge che ancora deve essere calendarizzato (per altro distante dalle reali aspettative delle categorie) e ci sono state soltanto tante (forse troppe) dichiarazione di buona volontà e nulla più, molte delle quali da parte dell’opposizione che gioca al gatto col topo.